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Giallo per i lavoratori dell’area di crisi industriale complessa

 

Quella cominciata ieri è una settimana con un notevole carico di pathos per migliaia di lavoratori molisani presi nella tenaglia tecnico/burocratica formata dal governo di Roma e dal governo regionale. Scadenze in vista e, purtroppo, inadempienze che potrebbero causare danni alla vita delle migliaia di molisani che hanno subito il declino della Gam, dell’Ittiere, dello Zuccherificio e delle piccole e medie industrie dell’area produttiva di Boiano e di Isernia/Venafro.  Governo e Regione non collimano sui provvedimenti che si propongono di dare un sostegno temporaneo ai lavoratori che non lavorano. E oltre a non collimare, non dialogano, non si confrontano, eppure s’incontrano nelle conferenze Stato/ Regioni. La sfasatura sui tempi e sui modi d’intervento  sta mettendo in grave difficoltà l’intero sistema degli ammortizzatori sociali. Sono anni che al mondo del lavoro in crisi, i vertici della Regione Molise e, in parte, anche i sindacati, ostentano indifferenza, superficialità e disinteresse. Il riassunto di questo capitolo politico/amministrativo porta a conclusioni scoraggianti, che solo un colpo di reni delle strutture regionali da una parte, e una maggiore chiarezza delle strutture governative, dall’altra parte, potrebbero scongiurare. Ne ha fatto  motivo d’allarme e di preoccupazione colui ch’è stato per circa due anni il vicepresidente della giunta regionale e per circa due anni assessore alle Politiche sociali prima di abbandonare la compagnia e di  mettersi (politicamente) in proprio: Michele Petraroia. Che dall’esterno ha punti di osservazione che dall’interno magari non aveva; e che dall’esterno trova la “vis polemica” necessaria per scoprire gli altarini ai quali, ripetiamo, per due anni ha celebrato messa. Che i prossimi giorni siano cruciali per chi non lavora e ha necessità di sopravvivere, lo si rileva da queste sue considerazioni a margine della crisi industriale e delle politiche sociali: “Entro la prossima settimana il tribunale di Campobasso deciderà le sorti di ciò che resta della ex-Sam di Bojano e, nelle ore successive, bisognerà individuare una soluzione tecnico-normativa alla proroga della cassa integrazione straordinaria dal 4 novembre 2016 al 4 novembre 2017. Se il 27 ottobre il tribunale scioglierà la riserva, ci  saranno pochi giorni per decidere dei 40 dipendenti dell’incubatoio Gam  passati per un mese alla Dasco con contratto agricolo, e per accertare, a Roma, sui tavoli ministeriali, se gli altri 300 lavoratori possono accedere o meno alla proroga della Cigs o alla mobilità. Sempre la prossima settimana si dovrà concludere la procedura per la messa in mobilità dei 71 dipendenti dello Zuccherificio del Molise. Il periodo coperto dalla cassa integrazione in deroga per costoro è ferma al 25 settembre, e da quella data in poi dovrebbero essere retribuiti dalla società con tutti i rischi e le incertezze che ciò comporta. Entro il 28 ottobre, inoltre, il Dipartimento delle Politiche del lavoro della Regione Molise dovrà trasmettere al direttore generale del Ministero del Lavoro la comunicazione formale con cui sceglie il Centro per l’impiego di Isernia quale struttura per sperimentare l’assegno di ricollocazione lavorativa finanziato dallo Stato per i primi 20 mila disoccupati italiani”. Ma qui casca l’asino. Se la Regione ce l’avrà fatta a stare nei termini, ai lavoratori ex Ittierre a cui è scaduta anche la mobilità e sono privi di sostegno al reddito, verrà data un’opportunità. Diversamente, rimarranno a secco. Infatti, resta da mettere in chiaro che  il ministero del Lavoro aveva chiesto a tutte le Regioni coinvolte dai decreti di riconoscimento di aree di crisi industriale complessa (ex-legge 134/2012), di inviare, entro il 20 ottobre, i dati sul numero dei dipendenti in cassa integrazione straordinaria di quell’area di crisi, il numero dei lavoratori collocati in mobilità e il numero dei lavoratori interessati a cui è scaduta anche la mobilità. Domanda: la Regione Molise ce l’ha fatta a rispondere al ministero entro il 20 ottobre? Petraroia dice di non avere notizie in merito, né sa se la Regione abbia calcolato le somme necessarie a coprire il fabbisogno dei lavoratori molisani coinvolti dal decreto di area di crisi industriale complessa. Di una cosa invece è certo. Che a distanza di oltre un anno dal decreto, la Regione non dispone dei nominativi dei lavoratori e che, in totale contrasto con un deliberato del Consiglio Regionale adottato il 27 luglio, il 15 settembre scorso ha disposto che ogni addetto della Gam, ex-Ittierre o del settore metalmeccanico inoltrasse entro il 28 ottobre una richiesta all’Inps  per far valutare successivamente l’accoglimento o meno dell’istanza. Stando così le cose, si desume che la Regione Molise non sarebbe stata in grado di comunicare entro la scadenza del  20 ottobre al ministero del Lavoro il proprio fabbisogno finanziario. Classico buco nell’acqua, con l’aggravante di aver perso l’opportunità di usufruire degli strumenti nazionali di politiche attive del lavoro che il Governo ha predisposto per le 9 aree di crisi industriali complesse riconosciute a livello nazionale.

 

 

 

Dardo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Dardo

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