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Per garantire l’indennità di mobilità in deroga 2015 chiesto l’intervento dei prefetti

 

Almeno nel Molise il coacervo di leggi, decreti legislativi, circolari ministeriali e determinazioni dirigenziali hanno reso fin qui inestricabile il diritto dei lavoratori che hanno perduto il lavoro, ad avere pienamente gli ammortizzatori sociali. Situazione kafkiana. Né il ricorso all’opera di chiarificazione dei prefetti di Campobasso e d’Isernia la rende meno oscura. Giustificate quindi le preoccupazioni di coloro, e sono centinaia di soggetti già bollati dalla sfortuna, che ne potrebbero patire le conseguenze. Il coacervo, dicevamo. Lo determinano la legge 183/2014, i decreti legislativi 148, 149, 150 e 151 del 2015, il decreto legislativo 185 del 24 settembre  2016 e la circolare del ministero del Lavoro numero 34 del 4 novembre 2016 che al punto 2 lettera G,  sancisce che le Regioni sono tenute ad adottare “i decreti di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga per le annualità precedenti al 2016, entro e non oltre il 30 novembre 2016 comunicando le relative autorizzazioni al pagamento alle preposte sedi territoriali Inps”. Il 30 novembre è vicino e in corrispondenza della scadenza ai prefetti sopra indicati, è stato sollecitato un intervento teso a sbloccare le indennità di mobilità in deroga relative all’annualità 2015 per 1744 lavoratori del Molise agendo in raccordo con il ministero del Lavoro, in considerazione che dalle schede finanziare allegate alla circolare ministeriale  34 del 4 novembre 2016, alla Regione Molise risultano attribuiti 52 milioni di euro a copertura del triennio 2014-2016. Che strana democrazia, però, che strano mondo quello che si vede costretto  a ricorrere ad un’autorità governativa per annotare l’esercizio di un diritto sancito. Promotore di questo ennesimo tentativo di accorpare in un unico contesto un  problema  particolarmente composito (gli ammortizzatori sociali in deroga), è ancora il consigliere ex Pd Michele Petraroia. E’ lui, infatti, l’autore della sollecitazione ai prefetti d’intervenire, fornendo loro notizie e riferimenti tecnici e normativi. Quale quello della  determinazione  dirigenziale 5507 del 9 novembre 2016 con cui sono stati  sbloccati i pagamenti della mobilità in deroga 2015 solo per 5 mensilità a poco più di 720 lavoratori, lasciando irrisolti i rimanenti 934 aventi diritto solo per aver riscosso parte delle mensilità riferite al 2015 con la determina dirigenziale 545 del 22 febbraio 2016. Stando così le cose,  gli sviluppi sono tutti incentrati sulla data del 30 novembre, termine di scadenza per l’emanazione dei decreti di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga per le annualità precedenti al 2016.

Dovessero fallire l’appuntamento, 1744 lavoratori perderebbero sia il saldo della mobilità 2015 che il pagamento dell’annualità 2016, “con la deprecabile ipotesi di non impegnare i 52 milioni di euro trasferiti dallo Stato per tali necessità”. Questa eventualità a sua volta aprirebbe una voragine tra i lavoratori, le aziende da cui dipendono, gli uffici e il governo regionali e, perché, i ministeri romani.

Dardo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Dardo

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