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Gam, salta tutto?

Il futuro dei dipendenti della Gam e quello della filiera avicola sono condizionati dalle sorti dell’incubatoio. Infatti, a fine anno scadrà il contratto delle lavorazioni per conto terzi con l’azienda AIA che ha comunicato la volontà di non rinnovarlo. Per i 280 dipendenti e sindacati, ovviamente preoccupati per il futuro, il timore è che possa saltare la proroga della cassa integrazione straordinaria che scade a fine novembre 2017, a sua volta legata ad un altro accordo, precisamente quello sull’aria di crisi complessa siglato lo scorso 25 novembre presso il Ministero del Lavoro. Un disastro sociale.” Non so se qualche dipendente potrà essere riavviato al lavoro presso l’azienda, né possono farsi previsioni attendibili essendo stata gestita tutta la vicenda nel peggior modo possibile – scrive Alfonso Mainelli –  ma resta l’amarezza di non aver saputo, come collettività, pretendere almeno il rispetto per quanti perderanno definitivamente il lavoro. La più grande azienda agroalimentare del centrosud esposta ad un sistema che sta dimostrando tutta l’inadeguatezza di fronte a problematiche prevedibili. Addirittura ci si affida alla bontà del Gruppo Amadori che dovrebbe sostituire una società concorrente per continuare un contratto negli immobili che ha acquistato. E poi, con chi dovrebbe continuarlo il contratto? con la GAM che è morta e sepolta? E questo solo per consentire la proroga della cassa integrazione straordinaria. E come glielo spiegate ai cittadini che 36 persone lavorano e circa 300 beneficiano della cassa d’integrazione? Verrebbe voglia di ricordare al Presidente Frattura tutte le cose che gli avevamo detto sulla “gloriosa dismissione”. Ecco, adesso avete dismesso la partecipazione, il privato che ha acquistato c’è e non ci sono motivi perchè non debba pagare il dovuto e assumere le responsabilità che gli competono. Solo che tra queste responsabilità non ci sono quelle di riassumere gli ex dipendenti, nel bando nulla si dice in merito. Cosa dicono gli esperti e i dirigenti della Regione? Hanno un piano B per evitare che centinaia di padri di famiglia vengano messi in mezzo ad una strada? No, perché la Regione Molise vorrebbe che Amadori faccia la sola cosa che capiscono ai piani alti, medi e bassi dell’Ente, e cioé fare l’elemosina per provare ad avere una proroga della CIGS. Mica chiedono di avere il coraggio che l’ Ente non ha avuto, e cioé quello di provare a salvare l’azienda. Può darsi che il Gruppo Amadori, invece, senta quel senso di avventura che c’è dietro ad ogni iniziativa imprenditoriale di questa dimensione, e può darsi di no. Di certo è che Bojano resta a guardare, anzi nemmeno più quello, la distruzione della filiera avicola”.

Di Giuseppe Saluppo

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