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Gabrielli: “Ragazzi, siate artefici del vostro destino”

“Chi si trova a ricoprire ruoli più complessi e importanti ha maggiori responsabilità ma dipende anche di più dagli altri e dal loro lavoro. Così, Franco Gabrielli, capo della Polizia, a Campobasso per l’inaugurazione dell’anno scolastico al ‘Pilla’.  E’ la seconda volta che Gabrielli viene a Campobasso sempre allo stesso Istituto. Ha voluto aprire un colloquio diretto con i ragazzi dicendo loro di non lasciare in mano ad altri il loro destino. “Io – ha detto – vengo da una generazione in cui le aspettative di vita dei figli erano migliori di quelle dei padri. Io stesso sono figlio di operai e ho visto la mia vita migliorare rispetto a quella dei miei genitori. Questa tendenza, però, attualmente si è invertita per tutta una serie di motivi, sia economici che sociali”. Il Capo della Polizia ha parlato, poi, del territorio molisano e la sicurezza. “Campobasso non ha lo stress delle città metropolitane ma non bisogna sottovalutare alcuni problemi che si stanno avendo. Certi comportamenti non possono essere considerati ragazzate”. Gabrielli ha toccato, ancora, il tasto della rete e dei Social. “Internet va usato in maniera consapevole e la rete della solidarietà con le persone che ci sono intorno può fare la differenza”.

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Silvana Leccese Bardi

    E’ questo il problema: i ragazzi di oggi, come tanti adulti d’altronde, sono semplici utenti della vita, non attori protagonisti. “Si lasciano vivere”, pensando che il mondo inizi e finisca con un telefonino, un video su youtube, una chat, una ballata in discoteca, un’ubriacatura, una stesa per il Corso, un acquisto di roba costosa con i soldi di papà. Mettete insieme tutto questo: che cosa ne viene fuori? Un futuro cittadino chiamato a svolgere un ruolo in società piuttosto che a prendere decisioni per essa? Un medico competente? Un bravo sacerdote? Un insegnante preparato? Se aggiungiamo la latitanza di molti genitori, abbiamo completato un quadro a tinte fosche, per questo occorre una seria presa di coscienza da parte di tutti, per evitare di creare una generazione di amebe che alla prima difficoltà scappano via o si suicidano!

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