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Frattura: “Consigliere Federico, sulla sanità non mistifichi”

“Che ad Antonio Federico, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, piaccia praticare disinformazione, quasi sempre a fini strumentali, non è un mistero. Come è evidente quanto gli piaccia mistificare la realtà delle cose. Nuovo caso, il suo ultimo videomessaggio intitolato “Neurochirurgia, oncologia e cardiologia: come ti privatizzo la sanità”. Esilarante esercizio di stile di imprecisioni, non stiamo qui a dire se consapevoli o no”. Così il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, in replica al consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Antonio Federico.  “Partiamo dalla fine. Antonio Federico omette, “nell’uso virtuoso della sua trasparenza”, qualche passaggio a dir poco fondamentale. Per esempio, il fatto che lui nei nostri uffici regionali ha visionato il protocollo di intesa con la Fondazione Giovanni Paolo II, tanto che davanti ai nostri dirigenti ha preso anche appunti sui contenuti. Nella medesima circostanza, è stato messo a conoscenza dell’approvazione dello stesso da parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II e dell’approvazione del consiglio di amministrazione dell’Università Cattolica del programma di cessione dell’immobile.  La formulazione del protocollo, e Federico lo sa ma dice altro, è stata seguita dai Ministeri affiancanti della salute e dell’economia e finanze: la redazione del testo, non a caso, segue anche le indicazioni che da questi sono pervenute. Stessa cosa possiamo affermare per il protocollo tra Asrem e Neuromed: il coordinamento regionale per le reti tempo-dipendenti, di cui fanno parte gli operatori sanitari, si è insediato per condividere i documenti di programmazione delle relative reti.  Piuttosto fuori luogo, dunque, la sbrigativa ironia con la quale ha provato a descrivere la gestione dei pazienti ricoverati presso la Neurochirurgia del Cardarelli: il documento cui il nostro prode inquirente si riferisce con tono scandalizzato è degli inizi del mese: l’immagine di una gestione del servizio sanitario pubblico imprecisa, confusa e contraddittoria non fa onore a chi prova a diffonderla. Oggi non ci sono più pazienti neurochirurgici ricoverati. Non è vero, anzi è gravissimo affermarlo da parte di un consigliere regionale, che non si è pensato all’emergenza per la Neurochirurgia: è il motivo principale per il quale abbiamo deciso di rallentare la chiusura del reparto per offrire un servizio il più adeguato possibile: i neurochirurghi del Cardarelli si sono incontrati con quelli di Neuromed e insieme hanno definito le modalità di supporto. A Campobasso erano operativi tre medici sui cinque in servizio e più volte ci hanno manifestato il loro disagio lavorativo: nel 2015 hanno effettuato 46 interventi neurochirurgici, 52 nel 2016. Oggi in organico nel reparto di ortopedia del Cardarelli, sono nelle condizioni di garantire le emergenze, questo è il fatto che conta. Ma a Federico tutto questo conviene ignorarlo. Come conviene ignorare, caricando la suggestione di chiusure stabilite in maniera capotica, che a Larino e Venafro ci sono reparti e ambulatori a gestione infermieristica: come fa a sostenere che non sono già attivi servizi alternativi al ricovero? Parlare di spinta privatistica è un tentativo di screditare un’operazione necessaria per la nostra sanità. Nessuna contrapposizione, ma collaborazione. L’integrazione tra le strutture pubbliche e quelle accreditate presenti nel nostro Molise è un punto centrale di una riorganizzazione, la nostra, che punta alla qualità delle prestazioni e dei servizi che vogliamo garantire a tutti cittadini molisani perché è un loro diritto. Tutto il resto sono chiacchiere anche facili da smentire”.

 

Di Giuseppe Saluppo

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