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Franco Sabatino, contadino coraggioso  di Matrice

Franco Sabatino: un contadino coraggioso, che difende la propria terrà e onora il Molise che si batte contro la speculazione finanziaria e lo stravolgimento ambientale generati dall’impianto dei parchi eolici, nel corso della undicesima edizione del Premio internazionale “ La Traglia”, a Ielsi, il 30 luglio 2018, ha ottenuto un alto e significativo riconoscimento dalle mani del rettore dell’università del Molise, Palmieri, e dal presidente della Provincia, Battista. Premiato per la sua caparbia opposizione ad ogni tentativo da parte dei tycoon dell’eolico di acquisire i suoi terreni per impiantarci le torri del vento e aggiungere altro scempio allo skyline molisano e dell’intero Appennino Centromeridionale. Un contadino coraggioso di Matrice, contraltare della remissività e cedevolezza degli amministratori locali a “barattare millenni di storia con qualche briciola lasciata sul posto da società che hanno guadagnato miliardi di euro su uno degli affari più consistenti e controversi dell’ultimo ventennio”. Un contadino coraggioso che con il suo atteggiamento, la sua resistenza ad ogni forma di allettamento economico e finanziario (di cui peraltro avrebbe bisogno), ha imposto che, con sempre maggiore frequenza e chiarezza, sia reso evidente il lato oscuro della produzione eolica di energia elettrica. Il lato oscuro in cui la Direzione Antimafia di Reggio Calabria ha individuato e arrestato 13 persone per presunto coinvolgimento con la Ndrangheta e una società del settore con sede (udite, udite) a Guardiaregia. In Sicilia, dietro l’affare miliardario delle lobbies dell’eolico, sarebbe il latitante capomafia Matteo Messina Denaro a tirare le fila. Le Regioni Molise e Campania, e molti comuni molisani detentori di territori paesaggisticamente rilevanti certo non hanno opposto resistenza alle pressioni degli speculatori del vento, consentendo di manomettere finanche i crinali del Matese e di pregiudicare il deliberato Parco naturale del Matese. Sarebbe stato forse tutto diverso se a capo delle amministrazioni locali e delle Regioni cedevoli e compromissorie, vi fossero stati, e vi fossero, uno, dieci, cento Franco Sabatino. Merito a Jelsi, dunque, per il riconoscimento del coraggio e del civismo dell’uomo di Matrice. Anna Spina, della Rete dei comitati di tutela ambientale di Campania e Molise; Gianluigi Ciamarra, di Italia Nostra Molise; Rocco Cirino, dell’Associazione insegnanti di geografia, e Donato Campolieti, di Cia Molise, hanno rilevato che “Non è un caso che l’ex-presidente della Commissione parlamentare Antimafia, il senatore Giuseppe Lumia, il 27 luglio scorso, prima di recarsi sul Matese a incontrare i cittadini ed i sindaci che lottano contro la devastazione di un territorio destinato a Parco Nazionale, abbia fatto visita alla comunità di Jelsi intrattenendosi con i cittadini, le associazioni e gli amministratori del posto, ricordando loro che dietro l’affare miliardario delle lobby eoliche la Magistratura ha accertato esserci il malaffare”.  Condivisibile, quindi, oltre ogni titubanza, la valutazione che vuole l’entità dei profitti ed il giro d’affari annuo che si registra nella gestione degli investimenti sulle rinnovabili, sui certificati verdi e sull’eolico, tale da rendere  sempre più difficile reggere l’urto di società che da Potenza ad Avellino, da Benevento a Foggia ed al Molise, hanno mutato irreversibilmente i tratti dei crinali appenninici del Centro-Sud arrecando un danno ambientale a territori sventrati e defraudati di futuro senza che le comunità locali traessero alcun beneficio concreto da tali installazioni. “Un’Italia marginale, alle prese con spopolamento, abbandono e desertificazione sociale, aggredita perché povera, e a bassa reattività sociale, dove solo contadini come Franco Sabatino, pur avendone bisogno, hanno saputo dire No”. Un Premio (a Sabatino). Un monito, per gli amministratori dalle concessioni facili.

Dardo

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2 commenti

  1. Carlotta Scognamiglio

    Grande, signor Sabatino, ha tutta la mia ammirazione, però capisco che non bisogna trincerarsi dietro le parole e poi rimanere immobili. I molisani si destino, sono tutti troppo assopiti su certi temi e poco interventisti. Avanti, in questa terra ci abitiamo noi, mica qualcun’altro!!!

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