Home / Lavoro / I Fondi per liquidare la mobilità in deroga,sarebbero utilizzati per altre finalità

I Fondi per liquidare la mobilità in deroga,sarebbero utilizzati per altre finalità

Revocare la delibera della giunta regionale 638 del 30 dicembre 2016 che utilizza i fondi attribuiti al Molise per liquidare “prioritariamente” le domande residue di mobilità in deroga (2014 –2015 – 2016) per altre e diverse finalità; sollecitare il Governo ad assegnare specifiche risorse aggiuntive, a valere sulle aree di crisi industriali complesse del Molise interno e sull’area di crisi industriale semplice del Basso Molise, per finanziare le Politiche attive del Lavoro, gli incentivi all’esodo, l’autoimpiego, la riqualificazione professionale ed ogni altra applicazione per ricollocare gli esuberi delle filiere e delle aziende in crisi. Non capita spesso leggere testi di questa perentorietà nei confronti del governo regionale; se capita, vuol dire che la misura è colma, che il limite della ragionevolezza e della legittimità è stato messo in discussione. Autore e sottoscrittore della mozione consiliare con cui viene chiesta la revoca e sollecitato il Governo di Roma a intervenire, è il consigliere regionale ex Pd, Michele Petraroia, che di problemi di Politica attiva del Lavoro e di garanzie sindacali se ne intende, essendo stato assessore al ramo e segretario regionale della Cgil. Competenze che in questa occasione gli sono venute incontro, e fanno da perno ad una serie di considerazioni  tra cui quella che alla deliberazione 638 del 30 dicembre 2016 attribuisce l’insorgere di un possibile contenzioso coi lavoratori che avevano presentato domanda, seguendo le istruzioni pubblicate sul Bollettino ufficiale della Regione Molise dell’11 gennaio 2016. Eventualità deprecabile. Poco meno di duemila lavoratori potrebbero essere estromessi dalla possibilità di ripresentare la domanda per la mobilità in deroga del 2016, con un doppio danno: il mancato saldo delle 7 mensilità residue del 2015 e delle 6 mensilità o parte di esse del 2016, nonché l’estromissione dai requisiti per poter fare domanda.

Il versante regionale è fosco, complicato, e ingarbugliato; più chiaro, fortunatamente, è il versante governativo che per i territori inseriti in aree di crisi industriale complessa, e/o in aree di crisi semplice, ha previsto finanziamenti aggiuntivi mirati a sostenere le Politiche attive del Lavoro e la ricollocazione dei lavoratori che ne hanno diritto. Questa condizione corrisponde alle rivendicazioni dei lavoratori molisani per i quali Petraroia s’è mobilitato nei termini sopra indicati, ossia con la richiesta di revoca della deliberazione

638 (corpo del reato) e con la sollecitazione al Governo a intervenire coi mezzi e gli strumenti previsti per le aree di crisi industriale complessa e di crisi semplice. Ciò che si ricava dall’intera vicenda in cui  migliaia di lavoratori per vivere dipendono dagli ammortizzatori sociali e, soprattutto, dalla corretta interpretazione e applicazione delle disposizioni governative, è l’immagine di una Regione in balia di se stessa, di una incorreggibile tendenza alla superficialità, nonché malamente assistita da una struttura tecnica e amministrativa tra le ultime in Italia e in Europa.

 

 

 

 

 

Dardo

Di Dardo

Potrebbe Interessarti

Di Niro: “Perchè l’edilizia viene ignorata?”

“Sembra che gli sforzi della politica siano concentrati su tanti settori tranne che sull’edilizia e …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*