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FinMolise, istituito il fondo regionale per le imprese

Ce n’è voluto di tempo. Però, finalmente,  la FinMolise torna ad essere lo strumento finanziario a sostegno dell’attività economiche locali, e a sollievo delle difficoltà di accesso al credito del sistema bancario. L’approssimarsi della campagna elettorale per il rinnovo della presidenza e del consiglio regionale sta accelerando soluzioni che sarebbero potute essere adottate anche prima, qualora la gestione delle risorse finanziarie regionali non avesse subìto  il condizionamento dell’opportunismo politico, ovvero avesse risposto oggettivamente ai bisogni del sistema produttivo regionale e non già a quello di coloro che hanno tra le mani le leve del potere discrezionale. La giunta regionale che sta allestendo il programma elettorale  per il 2018, dopo aver tenuto a stecchetto le imprese edili impegnate nella ricostruzione post-terremoto, creando situazioni di grave difficoltà anche ai tempi di realizzazione degli interventi (sono passati ben 15 anni dal quel 31 ottobre 2002 e la storia non è conclusa), s’è risolta a trovare la maniera per sollevarle dai problemi di gestione e , per alcune imprese, dai problemi di sopravvivenza. Problemi generati per la gran parte dalla lentezza e dalla complessità burocratica con cui  è stato scelto di operare nella ricostruzione in maniera diametralmente opposta a quella posta in essere dal precedente governatore del Molise, Michele Iorio. Pur di denudarlo di qualsiasi merito, pur di presentarlo all’opinione pubblica colpevole di tutte le complicazioni esistenziali dei molisani, la ricostruzione post terremoto  è stata oggetto di un radicale cambiamento delle procedure tecniche e amministrative. Alla linearità del reperimento e dell’investimento delle risorse finanziarie destinate alla ricostruzione, e  del pagamento alle imprese per stati d’avanzamento, è stata opposta la creazione di un’Agenzia regionale per la ricostruzione post-sisma Molise (Arps) che, alla prova dei fatti,  s’è risolta sostanzialmente in un flop. Infatti,  le imprese aggiudicatarie dei lavori sono finite in sofferenza e i lavori di ricostruzione lasciati a metà.  Inevitabili le proteste, le lamentele, le minacce di serrate da parte delle associazioni datoriali. Alle quali il combinato disposto della ricostruzione “Paolo di Laura Frattura / Salvatore Ciocca”, solo nei giorni scorsi, a qualche mese dalle elezioni regionali,  ha cercato di porre riparo adottando il provvedimento con cui, nell’ambito del Fondo regionale per le imprese costituito ad hoc con la legge regionale 11 del 18 aprile 2014,  dopo oltre tre anni,  consente che i crediti vantati dalle imprese, previa certificazione sulla loro certezza, liquidità ed esigibilità, siano ceduti alla FinMolise. La Finanziaria, a sua volta, mediante la linea d’intervento transitoria “Credito alle aziende per anticipi su lavori di ricostruzione”,  anticiperà il corrispettivo della cessione del credito non oltre l’ottanta per cento (al netto dell’Iva) per lavori di natura pubblica (Peu) e non oltre l’ottanta per cento  (a lordo dell’Iva) in caso di lavori di natura privata (Pes), per un importo massimo di 250mila euro. Il labirinto in cui dovranno muoversi le imprese (delibera della giunta regionale del 16 ottobre 2017 numero 380) è particolarmente complesso, in quanto “il lupo perde il pelo ma non il vizio”.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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