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Finalmente abbiamo la possibilità di stabilire cosa serva ancora di energia elettrica al Molise

Con la Vas e la Via, la proposta di Piano energetico regionale elaborata dal professore della Sapienza di Roma, Livio De Santoli, di origini molisane, sta andando avanti. La Vas  è la valutazione ambientale strategica del Piano; la Via è la valutazione di impatto ambientale del Piano. Valutazioni indispensabili per stabilire che i parametri siano coerenti coi valori ammissibili, anzi in grado di esaltarli. L’impegno del redattore è stato assiduo ed entusiasta: dinanzi a sé ha avuto un territorio ambientalmente ancora recuperabile e salvaguardabile, nonostante il numero dei pali eolici e le superficie di miglia di metri quadri di pannelli solari su terreni sottratti alla coltivazione. Ha avuto dinanzi a sé un territorio in cui, oltre ai valori ambientali, hanno titolo di precedenza valori storci, archeologici e  architettonici sui quali, purtroppo, proprio l’assenza del Piano energetico (e paesaggistico) , ha creato non poco interferenze e non poche battaglie ambientaliste dall’esito tutt’altro che certo. Il Piano ha un potere programmatico e, quindi, la possibilità di stabilire cosa serva ancora di energia elettrica al Molise, come e dove generarla. E’ del tutto inammissibile, sul piano del buonsenso amministrativo, che la ventesima Regione d’Italia sia priva di ciò che avrebbe dovuto avere già da anni. Chi ha amministrato il Molise nei cinquant’anni della Regione, ha fatto orecchi da mercati agli inviti e alle sollecitazioni a prendere in considerazione un sistema di salvaguardia e di valorizzazione dell’ambiente; ha girato la testa dall’altra parte dinanzi all’invasione delle pale eoliche, anzi le ha incentivate, sotto la spinta della falsa convinzione trattarsi di energia pulita, ovvero non inquinante.  Il cammino del Piano è stato lento: un anno per la stesura della bozza, fatta passare al vaglio di ben tre assemblee pubbliche illustrative nel corso delle quali De Santoli s’è speso in approfondimenti e spiegazioni, quindi circa un anno ancora per le valutazioni dell’impatto e dell’incidenza strategica ambientali (Vas e Via): una eternità.  Ciò che rimane del percorso da compiere è sperabile abbia un altro passo, non rallenti, non trovi ostacoli speciosi, allo scopo (inconfessato) di lasciare ancora per un po’ campo libero all’eolico, al solare e alle altre soluzioni alternative di produzione energetica. Il presidente della giunta, Frattura, è stato onesto nell’affermare che il Piano  e “il necessario adeguamento alle disposizioni normative e programmatiche europee e nazionali”. Peccato che se ne sia accorto con ritardo di questa necessità, avendo fatto trascorrere, non solo lui a dire il vero, anni prima di decidersi a sottostare agli obblighi delle direttive europee e nazionali in materia di   produzione energetica e salvaguardia dell’ambiente. Allineato ai contenuti del Piano ha quindi aggiunto che sarà posta grande attenzione al rispetto dell’ambiente, assieme a una economia a basso tenore di carbonio (lo vuole l’Europa – ndr) e, soprattutto, a basso costo delle politiche pubbliche,  “per il progresso tecnologico e la crescita economica e sociale”.  Meno CO2 nell’atmosfera, meno consumo di carbonio per il riscaldamento e sempre più autonomia energetica. Tutto questo – ha avuto l’onestà di riconoscerlo – “al termine di un percorso di studio preliminare delle nostre esigenze e capacità produttive regionali”. Studio elaborato da De Santoli, messo a disposizione di chi ha voluto esaminarlo in fase di redazione, e, come diciamo, passato anche al vaglio della Vas e della Via. Dal Piano verranno fuori le effettive esigenze di energia, come soddisfarle avendo cura e attenzione di non produrre danni all’ambiente. Il cammino finora è stato lento, sarà il caso che venga accelerato.

Dardo

 

 

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