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Ferrovie: elettrificazione, sì… però

Elettrificazione della linea ferroviaria Campobasso-Roccaravindola, perplessità legate ai tempi e alla fattibilità di alcune opere vengono sollevate dal segretario della Filt Cgil, Giorgio Simonetti. “Anche volendo rimanere ostinatamente ottimisti,  restano intatte tutte le nostre perplessità già rappresentate anche alla stampa nelle ore immediatamente successive alla conferenza stampa della Giunta regionale; perplessità sui tempi di realizzazione indicati, ritenendoli eccessivamente prossimi. Il completamento entro il  2021 ci appare francamente inverosimile, anche e soprattutto in considerazione di difficoltà tecniche di realizzazione, date dalla dimensione delle gallerie che appaiono insuperabili,. Difficoltà, queste, emerse in tutti i progetti di fattibilità approntati per elettrificazione dell’intera linea e non ancora risolte”. Per il segretario della Cgil, poi, restano in piedi altri limiti.   “Spiace dover ricordare l’altro evidente limite fisiologico della linea Campobasso-Venafro-Vairano, che è dato dalla circolazione su unico binario. E spiace dovere ricordare di quanto, troppo frettolosamente, la Impresa che gestisce la rete ferroviaria, abbia voluto sopprimere alcuni enti di circolazione per ragioni meramente economiche, aumentando in tal modo, la distanza tra stazioni abilitate agli incroci dei treni e  rallentando ulteriormente i convogli, in caso di ritardo. Giova ricordare ancora, in termini generali e per questo più volte richiamata, la necessità di investimenti pubblici per l’incremento di occupazione sottesa alla apertura di cantieri a cui dovrà essere aggiunta la manodopera permanente per la manutenzione ordinaria e straordinaria della linea elettrica”. Infine, restano in piedi le questioni del trasporto merci. “L’elettrificazione e la già ricordata possibilità di trasferire le merci attraverso la rete ferroviaria, determineranno un senso logico e compiuto agli investimenti passati e futuri degli scali ferroviari di Pozzilli e Campochiaro, creati ed assegnati ai relativi consorzi industriali; entrambi in attesa di essere riutilizzati e/o inaugurati alla loro precisa funzione e funzionalità ed entrambi possibili riferimenti logistici per le Imprese della provincia di Campobasso ed Isernia. Ed anche la richiesta di finanziamento per il loro adeguamento tecnologico, inserita nei progetti dedicati alle infrastrutture  presentati ed inseriti nell’ambito della riconosciuta Area di crisi complessa, avrebbe una forte giustificazione”.

Di Giuseppe Saluppo

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