Home / Politica / Il fenomeno-prostituzione in Molise: il “focolare” del Contado ed i suoi “angeli custodi”         

Il fenomeno-prostituzione in Molise: il “focolare” del Contado ed i suoi “angeli custodi”         

    di Claudio de Luca

C’è anche un molisano di 56 anni tra le quattro persone finite a processo per rapina e tentata rapina. Insieme a un 45enne pugliese e due cinesi di 38 e 50 anni si fingevano clienti per prendere appuntamento con le prostitute e rapinarle: due gli episodi contestati alla banda degli incappucciati uno a Jesi e uno a Fabriano, uno dei quali però sfumò grazie all’intervento dei carabinieri. Secondo l’accusa avrebbero rapinato una squillo cinese il 13 agosto del 2013, all’interno di una casa dove la donna riceveva i clienti. Prima uno di loro avrebbe preso appuntamento poi, una volta nell’abitazione, avrebbe fatto entrare gli altri per immobilizzare e rapinare la squillo di 300 euro. Il giorno seguente la banda era pronta a colpire una prostituta a Jesi, con la stessa modalità. Prima di salire però erano stati notati da un passante che, vedendoli chiusi in auto, con fare sospetto, aveva chiamato i Cc. che, una volta sul posto, avevano identificato i 4. Nell’auto trovarono passamontagna e un’agendina con i post-it dove erano stati appuntati indirizzi di squillo. I giudici hanno condannato il pugliese e i due cinesi a 4 anni e 3 mesi di carcere mentre per il molisano è arrivata la condanna solo per la tentata rapina (un anno ed 11 mesi).

La piaga della prostituzione e della “schiavitù” in cui, di sovente, ignare ragazze dell’Est vengono coinvolte è difficile da debellare a causa della domanda di sesso a pagamento che ancora persiste. Recenti vicende, finite in cronaca per un episodio accaduto in Campomarino, hanno permesso di avviare indagini, di smascherare una organizzazione che gestiva l’arrivo di ragazze dall’Est-Europa e di invitare i proprietari di appartamenti molisani a verificare con oculatezza a chi affidare le case in affitto. L’intensificazione dei controlli sulla costa hanno dato frutti grazie alle iniziative della Polizia di stato. Secondo Matteo Salvini dalla prostituzione si potrebbero recuperare tre miliardi di tasse. L’entità della cifra impone di domandarsi: possibile che in Italia si riesca a fornicare così tanto? In proposito fu organizzata la manifestazione “Liberiamo le strade della nostra città” con cui la Lega inaugurò la campagna referendaria per l’abrogazione della legge Merlin auspicando la rimodulazione dell’attività. Il quesito relativo fu depositato in Cassazione ed a dare inizio alla raccolta delle firme fu lo stesso “leader lumbard“. Da un punto di vista tributario è lecito immaginare quanto arriderebbe ai Molisani ove si potesse attingere ai proventi del mestiere più antico del mondo. E’ da ipotizzare che, da Venafro a Montenero di B., si caverebbe ben poco dalle entrate delle “lucciole”. Il numero delle operatrici locali sarebbe poco consistente, tale da permettere di depositare il massimo qualche fascina di fieno in più in cascina. Altrove, invece, come a Bologna, occorrerebbe chiedersi se le peripatetiche sono di Destra o di Sinistra, visto che, sotto le Torri, sono scesi a difenderle quelli di “Sel” ed i “Radicali” mentre, a bacchettarle, sono stati gli adepti della “Lega nord” e di “Forza Italia”. Naturalmente pure le “masseuses” petroniane appartengono alla schiera delle lavoratrici in nero che evadono il Fisco; cosicché il problema è lo stesso del Molise: come fare emergere i redditi nascosti.  La Città di San Petronio è considerata una città-pilota per via del luogo comune che le ha dedicato l’acrònimo delle tre “t” (torri, tortellini e troie). Ed ecco che i Carabinieri sono partiti in tromba ed hanno censito le prostitute ed i relativi guadagni. Il 95% di quelle che sostano nei viali sono romene e, quindi, “intoccabili” perché protette dalle norme dell’Unione europea. Secondo i militi guadagnano ciascuna dai 300 ai 500 euro/die. Non sono rimpatriabili ma non hanno diritto ad essere esentate dalle imposte sulle entrate. Ma l’Arma le segnala all’Agenzia che potrà procedere verificando: 1) i dati delle rispettive denunce dei redditi; 2) il tenore di vita che conducono; 3) le modalità per riscuotere i tributi sul reddito conseguito, comunque derivante da prestazioni sessuali lecite dal momento che – in Italia – ad essere vietato è solo lo sfruttamento della prostituzione ma non l’esercizio di essa. Su questa operazione-verità si è scatenata una vera e propria “bagarre” politica. C’è stato chi ha accusato l’Arma ma pure chi ne ha elogiato il comportamento, invitando ad estendere il controllo agli stessi clienti. Evidentemente si ritiene che, appartarsi abitualmente con una prostituta, sia indice di un buon tenore di vita, un po’ come per la spesa per le vacanze o per l’automobile.

Le prostitute presenti nello Stivale sarebbero oltre 100mila. Soddisfano le particolari esigenze di circa 10 milioni di clienti. Ad un costo medio di 30-50 euro a prestazione, viene a concretarsi un giro d’affari superiore a tre miliardi di euro l’anno. In Molise le cifre sarebbero ben altre (in senso negativo). Nella 20.a regione il fenomeno è di gran lunga meno accentuato, ma comunque da non sottovalutare. E’ sufficiente sfogliare le ultime pagine delle testate giornalistiche locali per apprendere quante “lucciole” agiscano tra Termoli, Campomarino, Montenero di B. e Petacciato oppure nel Bojanese ed a Campitello M. In effetti accade che, conclusa la stagione estiva, le villette lungo le spiagge (e tanti altri appartamenti) perdono i bagnanti ed acquistano queste “habitué” del sesso mordi e fuggi che se ne servono per i loro incontri. Si tratta di decine e decine di strutture abitative che, magari, vengono poste nella loro disponibilità dai proprietari, evadendo pure tasse di registro ed imposte sul reddito. Le entrate potrebbero anche essere contenute, ma ce ne sarebbe da lavorare per le “Fiamme gialle” nostrane!

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

A due mesi  dal risultato elettorale è più che legittimo attendere un segnale concreto di cambiamento a Palazzo Vitale passando delle parole ai fatti

In missione a Roma e a Bruxelles per conoscere e farsi conoscere, ma soprattutto per …

Un Commento

  1. A prescindere dai riti woodoo, in ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali ed ad una certa tarda ora di notte, per non dire di osservare le stesse professioniste con uno smartphone in mano ed anche un’autovettura a disposizione. La risposta a tutto questo è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*