Home / Economia / Fatti sloggiare gli agricoltori di Campagna Amica

Fatti sloggiare gli agricoltori di Campagna Amica

 

Amministratori regionali e comunali degni di tal nome non frapporrebbero altro tempo a chiedere al ministero della Difesa di sloggiare il presidio militare (alias Distretto) di Via Verdone, che di militare non ha più niente (se ne ha, venga detto e dimostrato), per rendere l’immobile al legittimo proprietario: il comune di Campobasso. Purtroppo abbiamo amministratori regionali e comunali che non valutano nella giusta misura l’interesse collettivo né si ingegnano di recuperare al patrimonio pubblico beni che sono propri. Premessa necessaria per capire ciò che segue. Nel corso della prima mattinata del 7 dicembre 2016 siamo stati testimoni, e con noi altri cittadini di Campobasso, di uno spettacolo avvilente, privo di opportunità, di buonsenso, uno spettacolo che riporta a considerare l’ottusità della burocrazia, la sua cecità, il suo essere in molti casi strabordante. Abbiamo assistito allo sloggiamento (ipso facto), degli stand degli agricoltori che da Bonefro, Guardialfiera, Termoli, San Biase, Cercemaggiore avevano portato i loro prodotti per renderli ad una città che ormai dei prodotti della propria terra ha perso il sapore e il valore, a ridosso del muro del Distretto che dà sul Corso Vittorio Emanuele. Costretti a trasferirsi in quel luogo avendo l’amministrazione comunale assegnata Piazza Municipio alle bancarelle natalizie, sottraendo alla Coldiretti lo spazio usuale. Gente, i coltivatori, che a costo di enorme fatica e sacrificio resistono ad un sistema commerciale  che li ha strozzati e li vuole definitivamente eliminare per fare spazio alla grande distribuzione, alla massimizzazione della produzione di tipo industriale, a danno della coltivazione biologica, di nicchia e di qualità che essi assicurano e che i campobassani dimostrano di gradire. Bene. Nel corso della prima mattinata del 7 dicembre, imperversando anche l’inclemenza del tempo, prima che il cielo si aprisse, una solerte pattuglia dei vigili urbani li ha costretti ad andare via, a smontare gli stand, a rimettere sui furgoni i loro prodotti,  per non essere stati autorizzati ad occupare quella parte di suolo pubblico e, soprattutto, per motivi di sicurezza!!!. Cosa era mai successo? Che le zucche, i cacio cavalli, i cavolfiori, le arance, i broccoli, le patate, le cipolle, le verdure avevano inquietato l’animo degli inquilini del Distretto e messa in

pericolo la sicurezza loro e dello stabile, potendo  quelle   zucche,

quei cacio cavalli, quei cavolfiori, quelle arance, quei broccoli, quelle patate, quelle cipolle, quelle verdure nascondere materiale esplosivo e altri strumenti di offesa, e dietro quelle facce segnate dalla fatica e dal freddo, celarsi l’animo di pericolosi jihadisti. Storia di ordinaria follia in una città che non ha più le coordinate della saggezza. Paranoia. Cosa era costei?

Dardo

 

 

Di Dardo

Potrebbe Interessarti

In Consiglio regionale, rendiconto e assestamento

Un Consiglio regionale alle prese con i rendiconti finanziari del 2017, dell’assestamento di bilancio per …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*