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Facciolla presidente commissione Sociale mentre sempre più persone sotto la soglia della povertà

Il difetto di comunicazione è generalizzato, a livello nazionale e locale: massima attenzione,  colonne di piombo, microfoni aperti e talk show dedicati  alle vicende della politica; massima disattenzione “agli sconfitti della vita”, alle loro sofferenze, alla loro marginalità sociale, al disagio e ai dolori di cui sono afflitti.  Cinismo per un verso, e, per l’altro, strumentalismo, nell’era della globalizzazione dove i ricchi sono diventatati più ricchi e i poveri più poveri. Il rilievo ha preso forma e sostanza – ne va dato atto – in una delle tante riflessioni del consigliere regionale (ex Pd) Michele Petraroia, che circolano in rete e nelle redazioni giornalistiche, sulla quale è opportuno attardarsi il tempo necessario per collegarla a un altro dato di cronaca: la nomina dell’assessore alle politiche agricole Vittorino Facciolla alla presidenza  della Commissione per le Politiche sociali della Conferenza delle Regioni. Dall’agricoltura molisana al coordinamento degli interventi regionali in materia di assistenza sociale. Benessere, bisogni, diritti civili, politici, sociali) e di cittadinanza, famiglia, equità: l’avvocato Facciolla dovrà tirare fuori il meglio di sé in questa nuova avventura che la politica e la ripartizione  delle rappresentanze  regionali in senso alla Conferenza gli hanno riservato. A lui le congratulazione di Petraroia non solo sul piano  personale, quant’anche su quello politico essendo egli formalmente ancora in maggioranza, ancorché con un bagaglio specifico di esperienza  nel campo sociale, avendo gestito per circa due anni l’assessorato regionale alle Politiche sociali. Quanto sia logica la nomina e quanto potrà tornare utile al Molise in termini oggettivi e non di parzialità, saranno i risultati a dirlo. La concomitanza va pertanto considerata un’opportunità che, infatti, Petraroia non vuole venga sprecata. All’ex collega, quindi, una serie di suggerimenti perché possa utilizzare la  nuova carica un sorta di “passepartout” per accedere direttamente e autorevolmente  alle Commissioni Affari sociali della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, alla Direzione Generale per le Politiche sociali del ministero del Lavoro e a tutte le organizzazioni nazionali di volontariato, del terzo settore, del sindacato,  del mondo dell’associazionismo e della cooperazione sociale. Naturalmente, non a digiuno di elementi specifici di conoscenza. Sappia Facciolla che un italiano su quattro vive al di sotto della soglia di povertà (dati Istat), che 11 milioni di persone rinunciano a curarsi per mancanza di risorse, e che pezzi sempre più consistenti del ceto medio scivolano nella precarietà, con numeri impressionanti di povertà estrema: 4,5 milioni di persone costrette a vivere o senza fissa dimora, o a mangiare nelle mense dei poveri o a ripararsi alla meglio in rifugi di fortuna. Sono questi gli invisibili che la comunicazione ignora, mette da parte, accantona e sulla quale, a valere in Italia, come nel Molise, bisogna porre attenzione, volgere lo sguardo, programmare sostegno e solidarietà. Dopo il successo del “No” alla riforma costituzionale in chiave renziana, il sistema delle autonomie locali e le Regioni hanno ripreso pienamente titolo e la Commissione per le Politiche sociali della Conferenza delle Regioni ha pertanto la possibilità di svolgere un ruolo articolato nei rapporti con lo Stato, agevolare il raccordo tra le misure nazionali di contrasto alla povertà come il Sia – Sostegno all’inclusione attiva -, fondi europei gestiti dal ministero del Lavoro con l’Obiettivo tematico 9 del Programma operativo nazionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) 2014-2020:  risorse regionali e fondi propri dei comuni tesi a promuovere borse lavoro, progetti di inclusione, investimenti sulle case popolari, esperienze di collette alimentari pubbliche ed attività di tutela della salute gratuite specifiche per le persone meno abbienti.  Se vorrà e ne avrà la possibilità, l’assessore Facciolla ne ha di cose da fare. Anche a beneficio del Molise.

 

Dardo

 

Di Dardo

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