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“Facciolla, le spara davvero grosse. Come quel frate da Velletri”

di Costanza Carriero

A Roma, quando uno spara cavolate (e pure grosse) viene definito “Frà Cazzo da Velletri”.  Personaggio sulla cui reale esistenza non v’è certezza – ed in questa sede poco importa – ma che in sintesi sta ad indicare una persona “superba, spocchiosa e sbruffona”, senza togliere l’ulteriore significato e cioè “colui che spara cazzate”.  Facendo una ricerca sul web, potenza moderna, esso è “cangiante, camaleontico e può assumere i volti di chiunque, e chiunque può diventare di colpo Frà cazzo da Velletri, la mutazione è repentina e indolore ma allo stesso tempo mortificante, una volta divenuto Frà cazzo da Velletri lo si rimane per sempre”. Basta spararla grossa.  Ecco questo mi fa pensare al Cons. Facciolla leggendo un suo commento rispetto ad un mio intervento sulla prossima fase congressuale del PD. Commento ad ampio respiro e non specificatamente da riportare a sé stesso, considerato che non ho fatto il suo nome; ho affermato democraticamente la mia opinione, facendo presente che non condivido il doppio incarico tra eletto nelle istituzioni – grandi e piccole (ma il Consigliere andava di fretta e non ha posto attenzione a questo particolare, ritenendo erroneamente che mi riferissi a lui) – e segretario di partito. Del resto, gli sfugge, che se avessi voluto fare espresso riferimento a lui, lo avrei fatto; chi mi conosce sa che non le mando a dire con sottointesi o giochetti puerili.

Addirittura, è arrivato a scomodare la Procura della Repubblica, attestando che non lo ha fermato quest’ultima, Figuriamoci la Carriero. Grazie, Consigliere, per avermi posto sullo stesso piano della Procura, ma non si disturbi troppo, perché per la prima non posso esprimermi, ma per quanto mi riguarda e fino a quando avrò fiato e senso di appartenenza al PD, continuerò a dire la mia senza timore alcuno. Lei afferma che la sua è una candidatura unitaria? quindi ha già in mano le regole con cui si andrà al congresso? Quindi ha già il bene-placito di tutti i militanti e simpatizzanti PD e di tutte le anime del nostro partito? oppure ha già fatto accordi trasversali? Immagino che chiederà a gran voce un Congresso aperto, dove tutti, proprio tutti, possono votare, vero???

Afferma che il partito ha necessità di essere riconoscibile? Giusto! Allora perché in cinque lunghi anni di legislatura regionale, anche da assessore in quota PD, non è mai entrato nel gruppo regionale del Partito Democratico, pur fregiandosi di tale appartenenza? Perché in cinque lunghi anni è rimasto a capo del gruppo monocellulare “Unione per il Molise”, composto quindi solo da Lei, percependo fondi regionali e non versando la quota dovuta da Regolamento al PD regionale?

E Unione per il Molise, Le rammento, è stata una lista creata da Lei perché non andava d’accordo con il Consigliere regionale di San Martino dell’epoca; lista che si è presentata alle regionali 2013 SENZA alcuna autorizzazione, né dell’Assemblea regionale di allora e nemmeno del PD nazionale.

Contrariamente alla mia recente candidatura con Molise 2.0, trattandosi di una lista espressamente autorizzata dal PD nazionale (chieda pure a Roma, magari all’On. Lorenzo Guerini) visto che l’Assemblea regionale sulle candidature regionali e nazionali del 2018 non si è MAI espressa (perché mai convocata, peraltro), per fare quella unità di csx a Lei sconosciuta. Ma si sa, il senso di appartenenza non è cosa facile per Lei e per i suoi adepti che “migrate” a seconda delle convenienze e se vuole posso rammerntarLe la “porcata” politica messa in atto alle comunali di Campomarino (proprio per il Suo alto senso di appartenenza al PD!).  Inoltre, giusto per eliminare la possibilità da parte Sua di denigrare ancora chi non la pensa come Lei, consiglio di non avventurarsi nella disamina dei voti presi alle regionali scorse, perché è vero che Lei ha preso circa 4.500 voti (in forza dei quali pretende di comandare su tutto e tutti???), è vero che io ne ho presi un decimo, ma è altrettanto vero che:

non ero Assessore uscente;

  • non ero Consigliere uscente e/o eletta presso altri enti;
  • non ero – e non lo sono mai stata, orgogliosamente – componente nominata ed a compenso di enti sub regionali;
  • nella lista di Molise 2.0 non sono state candidate persone, si persone e non marionette, a supporto di qualcuno, mentre nel PD ci sono state candidate che non avevano nemmeno tesserate del partito, non se lo dimentichi, e che hanno fatto da porta acqua a Lei e solo a Lei;
  • la mia persona è talmente tanto riconoscibile politicamente quale appartenente al PD, che in alcuni paesi del basso Molise sono state scrutinate delle schede barrate PD con l’accoppiata Carriero-Facciolla… peccato che a Lei ed al PD il voto è stato assegnato ed a me no. Per cui, abbia pazienza, qualcuno di quei 4.500 voti è anche mio, anzi soprattutto mio visto che il primo nome era Carriero.

Orbene, per concludere, se vuole proporre la candidatura a segretario PD è una Sua possibilità, ma non lo è denigrare gli altri, spararle grosse e soprattutto tacitare una dialettica ed un confronto che sono, o dovrebbero essere, elementi propri del Partito Democratico.  Ed a proposito di questo, proporrei prioritariamente di tornare agli ultimi cinque anni di governo regionale dove sono stati chiusi gli ospedali, dove Zuccherificio ed altre aziende sono state chiuse, dove non si è fatta la riforma del COSIB, dove è stata approvata una legge elettorale a tre mesi dalle elezioni regionali, dove le indennità di voi consiglieri/assessori non sono state ridotte, dove avete sancito l’indecenza della incompatibilità tra consigliere ed assessore- duplicando costi – ma che durante il governo Frattura andava bene e tanto altro di discutibile che ci ha portati ai minimi storici di gradimento come PD e come csx. Di chi è tale responsabilità? Si ponga la domanda, visto che ha governato in questi cinque anni, e si dia la risposta, senza scaricare su altri che non governavano! Su quelle azioni politiche la firma è leggibile. Diversamente, se il confronto retto e corretto non le piace può sempre andare con la lega, dove il leader è figlio unico di madre vedova e decide tutto in solitaria senza confrontarsi con nessuno!

 

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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