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Eolico ad Altilia, imbarazzante silenzio

Il Patto per il Molise prevede 5 punti cardine, precisamente: Ambiente e territorio, Sviluppo economico e produttivo, Turismo e cultura, Innovazione formativa e infrastrutture.  Ambiente e territorio al primo punto. Sulla carta la Regione Molise appare inappuntabile per coerenza nelle scelte attraverso cui punta allo sviluppo del territorio e delle attività produttive. Tutto ciò rientra con naturalezza nella considerazione di opportunità, essendo ancora aperto il testo di storia che racconta un Molise largamente incontaminato, dotato di massicci montuosi, sistemi collinari, pianure, laghi e fiumi che lo rendono “uno scrigno di bellezze inedite”. Quel testo purtroppo da alcuni anni è stato manomesso in più capoversi e tra questi il capoverso che riguarda l’uso che se ne sta facendo dell’ambiente e del territorio; le manomissioni (cave a cielo aperto e discariche abusive); le immissioni (centinaia di pali eolici sui crinali e migliaia di metri quadri di panelli solari su terreni coltivabili e produttivi). Situazioni derivanti dalle troppe concessioni alla speculazione e all’affarismo degli operatori dell’energia alternativa e delle attività estrattive, oltre che frutto di una labile rete di controllo territoriale.  Sulla carta il Molise mantiene ancora l’aureola di una realtà ambientale di notevole valenza. Sulla carta, però. Perché nella realtà, soprattutto nell’ ultimo decennio, il territorio molisano è preda di una speculazione eolica particolarmente aggressiva, dentro e appena fuori dai suoi confini, mai sufficientemente contrastata e/o regolamentata per farne davvero un valore economico.  Centinaia di pale eoliche sul territorio sono la dimostrazione di una politica concessoria di assoluta manica larga. Ma altre decine di pale eoliche bussano a ridosso del confine con la Campania, sui contrafforti del Matese, che se impiantate, andranno ad impattare il sito storico e archeologico di Sepino. Al momento la Procura della Repubblica di Benevento ha messo sotto sequestro gli impianti eolici di quel territorio molto prossimi a quelli che si vogliono impiantare sul Matese per i quali è stato omesso l’invito alla rappresentanza della Regione Molise e/o alle Direzioni competenti del Ministero dei Beni Culturali a partecipare alla Conferenza dei Servizi nel corso della quale la Regione Campania ha dato via libera all’insediamento. Quell’omissione ha messo in discussione la validità della Conferenza e la concessione, ed ha offerto alla Regione Molise la possibilità di svolgere un ruolo determinate per evitare che il sito storico e archeologico di Sepino venga violato nella sua sacralità, anche ambientale. La vicenda si trascina da alcuni anni e vede un fronte compatto e determinato di oppositori deciso a dare battaglia. Tra i protagonisti del NO all’eolico a ridosso dell’area archeologica di Sepino c’è il consigliere Michele Petraroia autore di una paziente tessitura di atti, denunce, appelli, iniziative e sollecitazioni alla giunta regionale e al presidente Frattura affinché si rendano parte attiva e volitiva, uscendo finalmente dall’imbarazzante silenzio e dall’altrettanto imbarazzante assenteismo. E’ di qualche settimana fa l’ultimo appello, sperando che  rompa l’ignavia istituzionale e il disinteresse che finora sta marchiando negativamente l’esecutivo regionale e la presidenza. Nell’ultima chiamata di corresponsabilità, Petraroia ha messo in bella fila  le decine di lettere e le sollecitazioni a intervenire in difesa degli interessi ambientali del Molise messi a rischio dall’azione della Regione Campania. Lettere e sollecitazioni rimaste stranamente e colpevolmente inevase. Nei giorni, richiamando  le lettere e le sollecitazioni pregresse, ha fatto di più: ha informato la struttura regionale della recente pronuncia del Consiglio di Stato, ha ricordato le interrogazioni parlamentari e la sentenza del Tar della Campania che volgono decisamente a favore di coloro che si oppongono alle pale eoliche e di una eventuale presa di posizione della Regione Molise. Che però rimane inerte e lontana. Stanco di questo atteggiamento passivo da parte della giunta e del presidente Frattura, Petraroia ha ritenuto indispensabile chiamare in causa, informandoli,  l’Autorità ministeriale, il Comando nazionale dei Carabinieri e finanche l’Anticorruzione.

Di Giuseppe Saluppo

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3 commenti

  1. E’ tutto imbarazzante in Molise. Ci troviamo dinanzi ad uno dei siti archeologici meglio conservati e più pregevoli, ed invece lo lasciamo in pasto a gente solo legata alla logica del profitto come le società che producono energia eolica. Diamo le perle ai porci: siamo un caso da analizzare…

  2. Che le pale eoliche non siano belle è cosa nota, ma se possono essere tollerabilità in molte situazioni è anche comprensibile quello che non capisco è il silenzio quasi generale rispetto alle aree archeologiche che andrebbero valorizzate al massimo. In un’Italia dei No un po’a tutto specie ad infrastrutture che servono davvero, sono pochi coloro che comprendono che i siti archeologici devono essere tutelati al massimo perché sono ricchezza vera, moneta sonante nelle tasche di chi li possiede

  3. Beh, Emanuela, io non so da dove provenga, ma se è molisana, avrà notato il silenzio su tanti, troppi temi spinosi che riguardano la regione. Mi riferisco tanto ai cittadini -che non si sentono parte di una comunità, e quindi non alzano un dito per renderla migliore- quanto agli amministratori, legati ad una logica clientelare che sta portando la regione al collasso.

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