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Entusiasmo a Campobasso per la festa dei Bersaglieri

Entusiasmo, a Campobasso, per la seconda edizione di Bersaglieri in festa. Anche il tempo, finalmente, ha aiutato lo svolgersi della manifestazione organizzata dalla sezione campobassana dell’Associazione che si concluderà, in serata, con il concerto in piazza della fanfara. Un Corpo, quello dei Bersaglieri, voluto dal generale La Marmora. Precursore di una moderna fanteria d’assalto, La Marmora fu l’Autore di una audace riforma della tattica di combattimento – rivoluzionaria per quei tempi – improntata sulle capacità individuali e di iniziativa del combattente, in contrasto con i vecchi schemi di combattimento legati a rigide ed obsoleti strutture operanti sul campo ed a vecchi piani operativi. La nuova specialità doveva esprimere spigliatezza ed impeto, accoppiando l’abilità del tiro con la massima mobilità sul campo di battaglia. Compito era quello di svolgere servizio di esplorazione e missioni di carattere ardito ed essere in grado di operare con spiccata autonomia. Il personale combattente preposto doveva, quindi, comprendere uomini particolarmente addestrati al tiro e pronti ad agire, anche isolati, allo scopo di sorprendere, disturbare e sconvolgere lo schieramento nemico. Ufficialmente, il Corpo dei Bersaglieri nasce in forza di un Regio Viglietto, il 18 giugno 1836 dopo la costituzione, nella Caserma “Ceppi” di Torino, della 1^ Compagnia. Con le formazioni della 2^ Compagnia (gennaio 1837), della 3^ Compagnia (gennaio 1840) e della 4^ Compagnia (febbraio 1843), si costituisce il 1° Battaglione Bersaglieri che ebbe il suo battesimo del fuoco l’8 aprile 1848, nella battaglia del ponte Goito, all’inizio della 1^ Guerra d’Indipendenza, ove restò gravemente ferito lo stesso La Marmora. Gli italiani accolsero il “bersagliere” come espressione e simbolo del soldato per eccellenza, rappresentante di quell’Italia che “si destava” dall’occupazione straniera.

 

Di Giuseppe Saluppo

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4 commenti

  1. Gianmaria Depensieri

    Bellissima e intelligente iniziativa. La si ripeta e la si valorizzi sempre più, anche per inculcare ai giovani valori che non sanno neanche lontanamente che cosa siano.

  2. Annamaria Palmieri

    In una città che sta perdendo la bussola dei valori e delle regole, questa iniziativa cade a fagiolo. Amare la propria Patria, sacrificarsi per gli altri, essere onesti e trasparenti sono valori che vanno assolutamente riscoperti per essere protagonisti di una vita che altrimenti ci sfuggirebbe di mano, lasciandoci come semplici utenti. Evviva i bersaglieri!!

  3. Ho apprezzato l’iniziativa in sé ed il fatto che sia stata pensata in concomitanza con la festività di San Giorgio. Due eventi che si stavano dileguando dalla memoria dei campobassani, un popolo troppo inviluppato nell’autoreferenzialismo. I bersaglieri ed i loro valori ci aiutino a riscoprire la nostra vera identità.

  4. Attilio Crescimbeni

    Ritengo che l’opera di pubblicizzazione dell’evento debba rafforzarsi: anche voi quotidiani parlatene di più e con un certo anticipo, in modo tale che i cittadini siano debitamente informati. I bersaglieri, come tutte le forze armate, incarnano i valori su cui si fonda una nazione e che consentono a quest’ultima di rimanere in piedi: se li perdiamo di vista, mandiamo a picco il nostro Paese!

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