Home / Politica / Energia elettrica prodotta a bassi costi e rivenduta sul mercato nazionale con notevoli margini di guadagno

Energia elettrica prodotta a bassi costi e rivenduta sul mercato nazionale con notevoli margini di guadagno

La domanda non è nuova: “Come mai sono imprenditori del Nord in prevalenza e raramente molisani a produrre energia elettrica utilizzando le condotte della rete di adduzione e i salti naturali dei corsi d’acqua?”.  Non lo sarà nuova, fintanto non si avranno elementi diversi da quelli che vengono sfornati dalla Regione e che dicono, appunto, che i produttori di energia elettrica, con l’utilizzo delle risorse idriche molisane, solo raramente sono indigeni. L’ultimo decreto emesso dal presidente della giunta regionale circa la concessione per derivare una portata di 127,27 litri al secondo  di acqua pubblica ad uso idroelettrico con opera di presa e restituzione sulla esistente condotta  di adduzione dell’acquedotto “Molisano Destro” gestito dall’Azienda speciale regionale Molise Acque in località “Serbatoio Cese Basso”, in territorio del comune di Campobasso, per realizzare un impianto idroelettrico  della potenza nominale di 141,55 kw, è del 14 dicembre 2016.  Le concessioni in un anno sono decine e, difatti, sul territorio molisano si contano a decine di decine le centraline elettriche che producono energia utilizzando le risorse idriche. Energia prodotta a bassi costi e rivenduta sul mercato nazionale con margini significativi di guadagno.

Alla Regione dovrebbero saperlo e regolarsi di conseguenza nel determinare i canoni di concessione. Prendiamo l’ultimo decreto, quello del 14 dicembre. Ebbene, la Hydrowatt Lombardia srl, cui è stato concesso di derivare per un periodo di trent’anni, successivi e continui, 127,27 litri al secondo dalla condotta di adduzione “Molisano Destro” per realizzare una centralina elettrica della potenza di 141,55 kw, pagherà (se pagherà) 36,63 euro per ogni kw di potenza nominale concessa, ovvero 5.184,98 (euro cinquemilacentoottantaquattro e centesimi novantotto) l’anno. Chi abbia determinato il canone, su che basi, con quale analisi economica e con quale margine di vantaggio per le casse regionali, non si sa, perché non viene detto.  A lume di naso sembra un canone irrisorio rispetto alla potenza della centralina e al prezzo di mercato dell’energia prodotta. A lume di naso, dovrebbe essere il Servizio competitività dei sistemi produttivi, sviluppo delle attività industriali ed estrattive, politiche della concorrenza, internazionalizzazione delle imprese e marketing, a fornire elementi di giudizio sulla congruità o meno del canone. Non vorremmo che qualcuno dalle parti di Via Genova, all’interno di Palazzo Vitale, si sia convinto di essere il padrone di tutto ed abbia dimenticato trattarsi di acqua pubblica, garantita dalla trasparenza degli atti assunti e dalla convenienza per l’erario regionale. Non vorremmo che non tenesse conto del Piano regionale di tutela delle acque in cui, glielo vogliamo ricordare, sono state previste e regolamentate le concessioni idriche. In altri angoli d’Italia basta molto meno per avvertire l’esigenza di chiarezza.

Dardo

 

Di Dardo

Potrebbe Interessarti

Toma: “Chiarita la nostra posizione sui Fondi europei”

Il ministro Barbara Lezzi è una sudista convinta, di nome e di fatto, che ha …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*