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Elemosina della Regione alle Pro Loco per le attività svolte nel 2016

Sono appena 65 mila gli euro della Regione Molise destinati alle attività delle Pro Loco relative al 2016. Sempre e ancora una miseria. Risorse ridotte al lumicino confermano che tutto ciò che riguarda il turismo, dalla giunta regionale è considerato marginale.  La materia turistica non ha titolo nell’economia locale né nella programmazione e meno che mai nella considerazione dell’amministrazione di centrosinistra le cui attenzioni sono state spese a foraggiare  altri settori politicamente più redditizi. Turismo “cenerentola”: non è una novità. D’Altronde il governo Frattura ha smantellato gli Enti provinciali del turismo (Ept), ha tentato di rilanciare l’azienda di soggiorno e turismo di Termoli ponendola a capo di un fantomatico distretto turistico corrispondente a gran parte del Basso Molise, chiara condizione di favore per il rilancio politico del già onorevole Remo Di Giandomencio in veste di presidente.  Sono state promesse mirabilie, ma in assenza di rendiconti e di analisti statistiche ogni affermazione, anche la più fasulla, falsamente si avvalora. Nessuno conosce il numero degli arrivi e delle presenze turistiche nel Molise, perché non si fanno rilievi, e ciascuno degli operatori, in assenza di

dati, è libero di accreditarsi. Il lato anarchico del turismo molisano è la condizione più deplorevole che una Regione possa ascrivere alla missione di valorizzazione le bellezze paesaggistiche, la natura e l’ambiente, la dotazione storica, archeologica e artistica. Tant’è che il paesaggio viene sistematicamente intaccato dalle pale eoliche e dai pannelli solari, la natura risulta sempre più compromessa dall’invasione del cemento e dal processo di antropizzazione, l’ambiente inquinato, la storia molisana è rapsodica e mai proposta nella sua specificità sannitica, l’archeologica era ed è esposta all’insulto del tempo e della incuria complici le istituzioni. Sussistono le Pro Loco. E menomale! Sebbene si spendono in maggioranza nelle sagre culinarie, nelle rievocazioni del folklore locale, nella tipicizzazione del territorio. L’incidenza sul movimento dei forestieri è quasi nulla, né si hanno elementi per non ritenerla tale. A sorreggerle (le Pro Loco) è la passione degli operatori e il volontariato, specie fatto dai giovani, che si annunciano valida risorsa per il futuro quantomeno per il mantenimento delle tradizioni. Diversamente sarebbero destinate a morire.  Alcune Pro Loco, nonostante la passione e il volontariato non ce la fanno e chiudono i battenti, altre sostanzialmente sopravvivono boccheggiando. La Regione Molise fa di tutto per assecondarle nell’asfissia finanziaria riservando le briciole del proprio bilancio e gli interventi a sostegno delle attività a livello di elemosina.  Come definire, infatti, il contributo di 9 euro (diconsi nove euro!!!) alla Pro Loco di Tufara, oppure i 29 euro  alla Pro Loco di Busso, seguiti dai 91 euro a Cercepiccola, i 103 euro a Tavenna. Né sembrano cifre di rilievo e significative  i 2.809 a Riccia, i 3.400 euro ad Agnone,  i 3.517 a Campodipietra, e nemmeno i 5.375 a Termoli. In questa pioggia di quisquiglie finanziarie si riassume meglio di ogni ulteriore commento la micragnosità della Regione Molise e il suo deplorevole disinteresse per le fortune turistiche del territorio.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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