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“Egam, nessuna privatizzazione dell’acqua”

“Sulla questione Egam c’è stata e continua ad esserci un divario tra realtà e legge approvata. Un assurdo considerando che il nostro indirizzo, fin dall’inizio, è stato quello di tutelare l’acqua come bene pubblico e da conservare nelle mani pubbliche”. Così, l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Pierpaolo Nagni, nell’aprire la conferenza stampa tenuta insieme al presidente della Giunta regionale, Paolo Frattura e il consigliere regionale, Salvatore Ciocca. “C’è stata una disinformazione – ha aggiunto Nagni – che ha distorto la realtà dei fatti. Ci troviamo di fronte a un processo che dovrà condurre alla tariffa unica del consumo idrico sul territorio regionale, nell’ambito di un percorso, del quale abbiamo solcato il tracciato, che porti il nuovo ente a scegliere come gestore ‘Molise Acque’. Non si poteva prevedere nella legge la gestione diretta, ma il percorso è stato tracciato. E, in tale ottica, abbiamo scritto e approvato una norma quanto più possibile estensiva. L’obiettivo è quello di ottimizzare il consumo dell’acqua, considerando che nel 2017 abbiamo realtà dove si conta il 70% delle perdite”. Il consigliere Salvatore Ciocca, si è soffermato sul tempo di gestazione della legge che ha dato tutto il tempo al confronto e alla discussione. “Abbiamo concluso l’iter di approvazione della legge dopo cinque sedute di Consiglio regionale e non ricordo, da quando siedo tra i banchi di Palazzo D’Aimmo, che l’assemblea legislativa avesse mai dedicato tanto tempo su una singola questione. La legge è approdata in Commissione nel febbraio 2015 e anche io  all’inizio ero scettico, dopo tante battaglie per l’acqua pubblica ai tempi del referendum e sull’azienda speciale ‘Molise Acque’, perché è nella mia idea di difendere con i denti il petrolio del Molise. Siamo arrivati in aula con una legge emendata e subemendata, grazie a chi, in Commissione, ha preferito l’ostruzionismo strumentale al lavoro per trovare una soluzione congiunta. L’ostruzionismo del centrodestra, del Movimento 5 Stelle e anche di qualche esponente di maggioranza, che ha preferito ergersi a paladino della giustizia, ha avuto come conseguenza soltanto l’aver creato confusione. E più di qualcuno ne ha approfittato per far arrivare all’esterno un messaggio distorto. La legge è chiara sulla gestione, a dispetto di ciò che in questi giorni più di qualcuno ha fatto credere, per strumentalizzare la questione. ‘Molise Acque’, ad oggi, si ferma alla grande adduzione, alla captazione e alla potabilizzazione. Arriva, dunque, fino alla consegna dell’acqua nei serbatoi dei Comuni. Occorrerà prevedere anche la gestione delle reti interne. L’articolato è chiaro. ‘Molise Acque’ è interlocutore privilegiato e sarà l’ente di governo a scegliere, ovvero i quattordici sindaci che rappresenteranno i 136 Comuni molisani”. Nei dettagli è entrato il presidente della Giunta regionale, Paolo Frattura che ha ripercorso le tappe che hanno portato la Regione Molise alla definizione della proposta di legge. “E’ stata raccontata una realtà che non esiste. E’ con la legge Galli del 1994 che si è cercato di evitare la frammentazione del sistema idrico e a una gestione unitaria. Poi, con lo Sblocca Italia via libera alla ridefinizione organica del sistema. Saranno i Comuni a scegliere l’ente di gestione e chi più dei sindaci potranno essere i garanti per la scelta di ‘Molise Acque’ per la gestione. Forum e comitato possono star tranquilli, perché la legge prevede una Consulta chiamata a esprimere pareri rispetto alla tutela ambientale e degli utenti. Noi abbiamo ribadito la natura pubblica dell’acqua e, ripeto, non ci sarà alcuna privatizzazione del sistema idrico. La nostra legge punta all’efficientamento delle reti, alla lotta all’abusivismo e alla tariffazione unica”. Sui numeri in aula, Frattura ha, poi, detto che “un’altra minoranza si è venuta a creare in Consiglio regionale. Fintanto che ci saranno 11 voti la maggioranza ci sarà. Diversamente, la legislatura si riterrà conclusa”.

Di Giuseppe Saluppo

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