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Egam, il Consiglio regionale slitta a martedì

Doveva essere in Consiglio regionale la giornata di discussione sulla proposta di legge di costituzione dell’Egam, l’Ente che dovrà occuparsi di risorse idriche in Molise, ma le perplessità, i dubbi su di una possibile privatizzazione dell’acqua e la mancanza di documenti alla proposta hanno portato il Consiglio ad aggiornarsi a martedì. Tra l’altro, la posizione di rinvio è maturata anche per una non coesione della stessa maggioranza profondamente spaccata su questa scelta. In sala diversi Sindaci che si sono opposti con fermezza alla proposta di legge fino a ricorrere e vincere al Tar tanto da far riportare il testo in sede consiliare. Tra questi, il sindaco di Campodipietra, Peppe Notartomaso. “Nonostante i continui appelli a rivedere l’intera impostazione del sistema, noncuranti dei legittimi e fondati rilievi esposti da tanti Consigli Comunali che decisero di non aderire all’Ente, viene riproposta la legge tal quale!! Quanto dovremo appostare nei bilanci comunali per un Ente che non si sa quanto costa? Come potremo ridurre i costi dell’acqua al serbatoio se Molise Acque resterà esclusa dal sistema idrico integrato e che, quindi, di integrato non ha niente? Come riusciremo a garantire ai cittadini un servizio immediato di riparazioni alla rete se non avremo più la possibilità di agire su di essa? Queste sono solo alcune domande alle quali abbiamo diritto ad una risposta!!! Venerdì 3 marzo sarebbe opportuno che tutti fossimo presenti in Consiglio e che ognuno di noi si facesse portavoce con il Presidente, gli assessori e i consiglieri con l’obiettivo di rinviare la discussione e avviare un percorso condiviso su quello che deve essere la gestione dell’acqua PUBBLICA e che tale deve restare!”. In aula il presidente della giunta Frattura ha assicurato che ci sarà un emendamento al testo che prevede la gestione del sistema da parte di Molise Acque, a seguito di una variazione dello statuto di questo ente ma c’è la necessità di velocizzare i lavori.  Per Patrizia Manzo, del movimento Cinque  Stelle, “ci sono ancora numerosi dubbi da sciogliere sulla riforma ma, al di là dei tecnicismi che porrebbero i Comuni in difficoltà rispetto a quanto richiamato dal testo unico degli enti locali, bisogna ancora far rispettare i principi del referendum del 2011 sull’acqua pubblica, una battaglia che deve andare oltre lo slogan e deve coinvolgere una forza politica e sociale che, con passione e determinazione, garantisca la gestione pubblica di un bene che rappresenta un diritto inalienabile. L’acqua non può essere proprietà di nessuno, ma deve essere un bene condiviso equamente da tutti e che solo il pubblico può garantire”. Ora, tutto slitta a martedì 7 marzo.

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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