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“Egam, altro che vittoria di Pirro”

CAMPOBASSO. Il giorno dopo la sentenza del Tar che ha cancellato la decisione della Giunta regionale, di costituzione dell’Egam, l’ente che avrebbe dovuto gestire il sistema idrico del Molise. Sono stati i sindaci e i Consigli comunali di Campodipietra, di Montefalcone del Sannio, di Busso, di S. Agapito, di Sepino, di Bonefro, di Castelpizzuto, di Belmonte del Sannio, di Campochiaro, di San Polo Matese, di Roccamandolfi, di Pescolanciano, di Acquaviva D’Isernia, di Civitanova del Sannio, di Guardiaregia, a ricorrere al Tar perchè preoccupati della deriva privatistica rispetto alla gestione delle risorse idriche del Molise. Per essersi rifiutati di aderire all’Egam, sono stati pure commissariati dalla Regione con un atto d’imperio. Un atto, sanzionato dallo stesso Tribunale amministrativo che ha riconosciuto come bisognava procedere per legge in Consiglio regionale e non con delibera di Giunta regionale. Un’esautorazione grave anche perchè ha compromesso la stessa autorità legislativa del Consiglio. Sono stati gli avvocati Pino Ruta, Margherita Zezza e Massimo Romano a sostenere le tesi dei Sindaci dinanzi ai giudici del Tar e si sono visti riconoscere il diritto. Un plauso, dunque, va ai Sindaci che hanno condotto questa battaglia a favore dell’acqua pubblica e della necessità di un confronto con le istituzioni locali territorialmente interessate ad una questione importante come quella dell’acqua. Costoro sono autori di un’azione amministrativa che ha raccolto e portato in superficie la “sete” (stiamo parlando di acqua) di trasparenza, legittimità, equilibro tra gli organismi territoriali, correttezza, rispetto istituzionale e della volontà popolare. Nonché, coloro che hanno imboccato la via della giustizia amministrativa per arrivare a dimostrare la maniera scorretta di esercitare i poteri ordinamentali. Ora, si va ad aprire un nuovo capitolo con la speranza che la Regione Molise apra al confronto dopo avere perso oltre un anno e mezzo per arrivare al soggetto unico. Bisogna rimettere palla al centro per scrivere una nuova legge che contempli, anche, la stessa funzione di Molise Acque. I molisani devono avere la certezza che la loro unica risorsa, l’acqua, non venga indirizzata verso soggetti privati che farebbero il bello e cattivo tempo così come si è già visto in altre realtà regionali italiane dove questo modello è risultato essere fallimentare.

Di Giuseppe Saluppo

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