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Effetto Petraroia sul trasporto ferroviario

Ha fatto di tutto il consigliere regionale (ex Pd) ed ex assessore della giunta Frattura, Michele Petraroia, perché la mozione con cui si proponeva di approfondire in sede consiliare i rapporti della Regione con Trenitalia, fosse iscritta all’ordine giorno. Ha dovuto tribolare, protestare, ricorrere al regolamento dell’assemblea, ma alfine ce l’ha fatta e, per di più, con esiti soddisfacenti. Sarà la Terza commissione consiliare permanente di Palazzo D’Aimmo la sede in cui si discuterà e si valuteranno le esigenze di mobilità e le possibilità di un sostanziale miglioramento del trasporto in genere e, in particolare, del rapporto con le Ferrovie. Il punto di maggiore impatto sarà l’esame che la commissione è stata incaricata di fare della bozza del nuovo contratto di servizio (2017-2022) con Trenitalia con l’apporto delle associazioni degli utenti, dei sindacati, dei movimenti di difesa dei consumatori e dei rappresentanti dell’Anci, dell’Upi e delle altre istituzioni locali che hanno titolo per esprimersi sulla qualità del trasporto pubblico e sulle garanzie che deve assicurare.  Da ciò che si prefigura, si dovrebbero creare le condizioni tecniche, amministrative e gestionali opportune per evitare il disastro del contratto con Trenitalia appena concluso e saldato 94 milioni di euro, peraltro senza aver svolto una verifica del rispetto o meno delle clausole contrattuali che assicuravano ai viaggiatori molisani l’efficienza del servizio, la puntualità e la continuità delle corse, la qualità igienica delle carrozze. Sul punto, la mozione non ha ottenuto ciò che chiedeva, non essendosi esaurita la discussione. Infatti, è stata rinviata alla prossima seduta del consiglio con la partecipazione  dell’assessore ai Trasporti Pierpaolo Nagni, ieri l’altro assente. Pertanto rimane impregiudicata la costituzione di una commissione d’indagine che faccia chiarezza sul punto. Vale a dire, che verifichi una ad una le clausole del contratto di servizio del periodo 2009/2016, per accertare se  sono state contestate le innumerevoli circostanze in cui i viaggiatori sono stati penalizzati dalle carenze del servizio (ritardi sugli orari delle corse; blocco dei treni, anche in piena campagna, per guasti di varia natura; mal funzionamento dei condizionatori dell’aria, scarsa sicurezza igienica). Con l’esame preventivo del nuovo contratto di servizio, la Terza commissione (di cui Petraroia è componente) chiamerà in causa la struttura tecnica regionale per avere gli elementi necessari a definire, in un quadro più ampio e complessivo delle risorse finanziarie, gli investimenti per potenziare il sistema dei trasporti su rotaia; in particolare, il raddoppio della linea adriatica Termoli-Lesina (finanziato con 150 milioni dal Cipe), la elettrificazione della tratta Campobasso-Roma, e il raccordo ferroviario Vinchiaturo – Benevento per collegarsi alla linea ad alta velocità Napoli – Bari. Ma come dicevamo, i punti cardini rimangono il rapporto tra il Molise e le Ferrovie dello Stato ponendo come obiettivo lo smantellamento del progetto con cui si vogliono tagliare i cosiddetti “rami secchi”.  Meglio ancora, per dirla con Petraroia: “Mutare la strategia del Governo che ha puntato a potenziare i collegamenti strategici nazionali sull’alta velocità abbandonando le aree interne al proprio destino, con  la conseguenza che oggi si impiega meno tempo da Milano a  Roma che da Campobasso a Roma”. Noi molisani siamo indubbiamente affetti e afflitti di pessimismo. Ma di tanto in tanto far correre la mente su “binari” meni precari di quelli abituali,  non può che giovare alla salute.

 

Dardo

 

 

Di Dardo

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