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Due milioni di euro per difendere le spiagge di Termoli e Campomarino

Appalti, e subappalti: secondo legge. Certo. Ma entrambi dicono che i lavori di difesa della costa molisana sta andando a rilento, forse anche per questi meccanismi, mentre, forse, sarebbe necessaria una diversa rapidità d’intervento per contenere i fenomeni di erosione che la contraddistinguono. A rilento, se dal 2000, anno in cui c’era ancora la lira, il progetto generale e definitivo per il completamento della difesa della costa molisana, dell’importo complessivo di 40 miliardi di lire (equivalenti ai 20,658.275,96 di oggi), è stato approvato dalla giunta regionale il 2 febbraio, con delibera 184. Sulla base di quel finanziamento, sono stati poi realizzati interventi nei tratti di litorale dove maggiore era l’incidenza del fenomeno erosivo. Devono però trascorrere 15 anni, per arrivare al 24 agosto 2015 per approvare il progetto di variante relativo al lotto 9, in territorio di Termoli e Campomarino, redatto nel luglio dell’anno prima, incredibile ma vero,  dal Servizio Difesa del suolo, opere idrauliche e marittime della Regione, dell’importo di 1.944.879 euro, nonché lo schema del bando di gara per la procedura aperta e lo schema del disciplinare di gara e i relativi allegati. Un progetto fatto in casa: una rarità, ma apprezzabile. Tanto più che lo stesso Servizio ha provveduto anche ad esperire la gara per l’aggiudicazione dei lavori con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Che ad offrirla sarà la Società Inmare srl, con sede a Termoli alla Via del Porto Molo Sud. Ad oggi, meglio dire alla data del 13 ottobre corrispondente alla determinazione del direttore del Servizio Difesa del suolo, opere idrauliche e marittime, Lino Mastronardi, è ancora in fase di stipulazione, mentre il 6 settembre, sotto riserva di legge, alla Società Inmare srl, sono stati consegnati i lavori. Non trascorrono che 20 giorni, e il 26 settembre 2016, la ditta aggiudicataria ha presentato la richiesta per essere autorizzata a subappaltare alla ditta Interscavi  Sassano srl con sede ad Apricena in provincia di Foggia, una quota parte delle opere relative ai “Lavori di difesa della costa molisana” per un importo presunto (è scritto proprio così in determina – ndr) di 350mila euro, al netto del ribasso d’asta, rientrante nei limiti previsti dalla normativa vigente. Limiti peraltro avallati dalla struttura regionale.  Cosicché il 10 ottobre scorso finalmente è stato stipulato il contratto con la Inmare, ed è stato ribadito che non sussistevano motivi ostativi per negare l’autorizzazione al subappalto “in quanto la ditta proposta come subappaltatrice è in possesso dei requisiti di idoneità tecnica, economica e morale”.  Un breve spaccato di ciò che sono le procedure e i tempi per metterle in atto. Frattanto, però, le correnti marine si sono date ancora da fare nell’erodere la costa molisana. La loro velocità è decisamente maggiore della burocrazia regionale.         Dardo

 

 

Di Giuseppe Saluppo

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