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Due importanti riconoscimenti che premiano e onorano il Molise

Nel Registro, appena aperto, dei Paesaggi rurali storici, pratiche agricole e conoscenze tradizionali, sono stati iscritti due importanti riconoscimenti per il Molise da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, consegnati qualche giorno fa dal Ministro Martina, nella sala Medici del Ministero, in via XX Settembre a Roma.  Il primo dei riconoscimenti è quello della Transumanza dei Colantuono di Frosolone, una delle  due sole Pratiche Agricole inserite nel Registro dei Paesaggi, interpretata da secoli da questa famiglia di allevatori di Frosolone, la ridente cittadina della Provincia di Campobasso che apre a quella di Isernia, nota nel mondo per essere, con Scarperia in Toscana e Magnago in Friuli Venezia Giulia, la città di un artigianato particolare, quello delle forbici e dei coltelli.

Un’antica pratica, la Transumanza, tuttora vissuta ogni anno dall’intraprendente Carmelina Colantuono, la gentile e bella condottiera che, a fine Maggio, guida la sua mandria dal Gargano a Frosolone per poi riprendere il cammino inverso a Settembre. Un riconoscimento che premia i Colantuono e il Molise, e va a rafforzare la richiesta, già avanzata, di un riconoscimento ancora più ambito quale quello dell’Unesco, cioè di un bene culturale e materiale, patrimonio dell’umanità.

Il secondo è quello assegnato Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo di Venafro, dopo una lunga e accurata valutazione da parte dell’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale (ONPR).  Sono  solo 10 i paesaggi riconosciuti e, come tali,  idonei ad essere iscritti ufficialmente nel Registro nazionale dei Paesaggi rurali storici e alle Pratiche agricole tradizionali. Tra i dieci c’è il Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo della Città dell’Olio di Venafro, unico al mondo.

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Brava Carmelina, continua su questa strada. Complimenti a Venafro ed al suo caratteristico Parco dell’Olivo. Transumanza e Parco dell’Olivo dovrebbero essere inseriti negli itinerari turistici a pieno titolo e valorizzati dalla regione in ben altro modo! Non basta né tantomeno occorre riempirsi la bocca di belle parole se poi queste non si sostanziano in fatti.

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