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Asrem 118 Molise

Due debolezze non fanno una forza

La Regione Molise (direzione generale per la Salute) e l’Asrem da oltre due anni sono in simbiosi, unite dal comune interesse di centrare gli obiettivi posti dal Piano di rientro dal disavanzo sanitario. Tanto è vero che il 4 febbraio 2015 hanno stipulato un Protocollo d’intesa per l’attuazione da parte della Asrem, in collaborazione e con l’ausilio della Regione, di attività ed interventi che per la loro strategicità ed attinenza agli obiettivi posti dal Piano di rientro dal disavanzo sanitario,  è opportuno svolgerli congiuntamente. Ignare, la Regione e l’Asrem, che due debolezze non fanno una forza. Tant’è che pur collaborando al Piano di rientro, la fatica non ha dato risultati significativi. Il buco sanitario c’era, e continua ad esserci. Ma loro vogliono perseverare nella collaborazione e pur di  continuare hanno rinnovato il Protocollo d’intesa e  gli obiettivi preposti, ovvero: l’implementazione del sistema informativo di gestione del Centro unificato di prenotazione (Cup); il potenziamento e il miglioramento del sistema “Tessera sanitaria”; l’attuazione del progetto di dematerializzazione della ricetta del servizio sanitario nazionale finalizzato al miglioramento dell’attività prescrittiva dei medici specialisti ospedalieri e all’appropriatezza clinico assistenziale; l’attivazione sul territorio regionale del sistema per la gestione del Numero unico di emergenza europeo (Nue 112) in coerenza con le previsioni della normativa europea.  Per la verità, dopo circa due anni, la Regione e l’Asrem sono ancora nella fase d’implementazione degli obiettivi cui si stanno dedicando,  ma hanno fiducia che le azioni che verranno sviluppate e tradotte in decisioni gestionali, aiuteranno il Molise  a rispettare le obbligazioni poste dal Piano di rientro e quelle dei successivi Piani operativi. La task-force è collaudata. Sta insieme per lo stesso scopo da circa due anni; i meccanismi sono perfettamente oleati.  A dare una mano alla direzione generale per la Salute, provenienti dall’organico dell’Asrem, sono Angelo Ricciuto, collaboratore amministrativo (esperto); Daniela Mastronardi, collaboratore amministrativo (esperto); Antonella Di Biase, collaboratore amministrativo (esperto), e Santa Carofiglio, collaboratore amministrativo (esperto). Questo che rappresentiamo è ritenuto un modello sinergico: operatori Asrem e operatori regionali insieme per un comune obiettivo: ridurre il disavanzo sanitario. In un contesto amministrativo e burocratico in cui campeggiano individualismo ed egoismo, Asrem e Regione valutano che sia qualcosa di utile e di positivo. Difatti, Regione e Asrem si ritengono antesignane e precursori dell’utilità dello scambio e della condivisione delle reciproche conoscenze a servizio di attività d’interesse comune, nonché fondamentali nel processo di innovazione e di cambiamento dell’assetto organizzativo – gestionale. Sarà, ma i risultati ancora non si vedono. La magniloquenza certo non fa difetto.  D’altronde, hanno da giustificare il travaso di personale dall’Asrem alla direzione generale della Salute  nella misura sopra indicata e per quegli scopi. Che, non a caso, per giustificare il primo Protocollo d’intesa e il secondo,  con una quota di eccessivo ottimismo, vengono considerati essenziali al Piano di rientro dal disavanzo sanitario. C’è una postilla da aggiungere a quanto fin qui detto e scritto, ed è questa: l’eventuale conferimento di un incarico dirigenziale (l’affidamento di una unità operativa organica) ai dipendenti dell’Asrem,  sarà a carico del bilancio regionale. Probabilmente, ciò che il personale Asrem non può avere dall’Azienda da cui dipende, se lo va a prendere nella più munifica Regione Molise.  Capita l’antifona?

Dardo

 

Di Dardo

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