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Don Vincenzo e la Muraglia molisana

di Giuseppe Saluppo

Matteo Renzi, forse, farebbe bene a ripassare un tantino il Davide e Golia. Per ben tre volte ci ha sbeffeggiati ironizzando sul “sacco di abitanti”. “Se te sei la Toscana puoi anche andare in Cina e dire vieni in Toscana…ma se sei il Molise non fai campagna turistica all’estero…” Chissà cosa penserà nel vedere una delegazione della Regione dell’Hubei, 60 milioni di abitanti, lunedì presente in Molise per fare visita al pastificio La Molisana, che in Cina esiste, e per firmare un accordo con la Regione Molise.  Si sentirà “ammusito”: indispettito? Finalmente, però, il Molise può dimostrare di esserci. Grazie all’impegno del presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Cotugno, che in Cina c’è stato ed ha avuto proprio l’occasione per fare un primo punto della situazione: presentare il Molise. Una terra ancora incontaminata, ricca di piccole e significative testimonianze storiche e culturali, con una Università in crescita e con un corso di laurea specifico per valorizzare l’enogastronomia, e il turismo nelle sue multiforme espressioni, con i suoi prodotti enogastronomici assai significativi. Per davvero, allora, il Molise potrebbe diventare una destinazione sempre più attrattiva per gli investimenti stranieri della Repubblica Popolare. Poi, non va tralasciata la presenza di cittadini cinesi sul nostro territorio. E, perchè, no potrebbe anche essere l’occasione per investimenti in infrastrutture a partire dalla ripresa del progetto della Termoli-San Vittore, tanto più utile oggi per facilitare la penetrazione di merci, aziende, risorse umane, istituzioni finanziarie. Dobbiamo iniziare a giocare, anche noi, la nostra partita. Una piccola terra che può dare molto ad una grandissima terra come quella cinese. Loro non hanno quello che abbiamo noi e che, troppo spesso, finiamo per non avvederci di avere. Ripartiamo, allora, da qui. Torniamo a credere in noi stessi. Offriamo spazi e mercati alle nostre aziende. Sappiamo catturare investimenti capaci di farci rialzare. Siamo piccoli? Ma possiamo crescere: abbiamo le competenze, gli strumenti, i prodotti, la qualità. Punti di forza della nostra sfida da abbracciare in una visione d’insieme per rappresentare al meglio le esigenze e le aspettative del territorio.

Di Giuseppe Saluppo

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