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A distanza di 5 anni dalla legge regionale che ha estinto le Comunità montane è ancora tutto in alto mare

Entro la fine dell’anno la Regione Molise dovrebbe finalmente arrivare a concludere la liquidazione delle Comunità montane e, si deve presumere, alla collocazione definitiva del personale. Sono oltre cinque anni che il procedimento di liquidazione sta andando avanti e si continua a pagare lo stipendio ai dipendenti che, verosimilmente, hanno poco da fare essendo le Comunità montane sostanzialmente svuotate di compiti e funzioni. Ad ogni presa di coscienza di ciò che la Regione Molise ha prodotto e produce in tema di organizzazione e gestione del territorio, ci si trova di fronte a situazioni che manifestano irragionevolezza, improvvisazione, carenza di prospettive, e spreco di risorse pubbliche. La legge regionale che ha chiuso le Comunità montane è la quintessenza di questo cumulo di difetti amministrativi, tant’è che per la sola fase liquidatoria sono stati incaricati più commissari, poi ridotti a due (D’Alete e Marinelli), e milioni di euro … a fondo perduto.  Di questo andazzo si sono resi conto gli amministratori di Palazzo Vitale che, rimossa l’apatia di cui per taluni problemi soffrono, hanno fissato al 31 dicembre il mandato ai commissari liquidatori. Un invito chiaro e tondo a concludere il lavoro, a chiudere la faccenda, a dimostrare che poi non era la fine del mondo demolire le Comunità montane e di ognuna stabilire l’attivo e il passivo del bilancio.  Avessero preteso che di anno in anno da parte dei commissari fosse redatto e presentato un rendiconto, probabilmente questa determinazione farla finita sarebbe stata anzitempo adottata. Per dare credibilità al loro intervento “ultimativo”, il presidente e gli assessori della giunta regionale lo hanno in un certo qual modo contemperato, reso più accettabile e, soprattutto, praticabile, con l’aiuto di qualcuno che si disponesse ad alleggerire il carico delle incombenze. La soluzione è stata trovata mettendo in piedi un gruppo tecnico composto da Annamaria Macchiarola, responsabile dell’Ufficio contenzioso amministrativo della Regione Molise; Marilina Di Domenico, direttore del Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici, e Carmela Lalli, consigliera personale del presidente Paolo di Laura Frattura. Un trio bene assortito, particolarmente gradito al presidente che, infatti,  non manca occasione per valorizzare il gineceo regionale. La componente femminile è decisamente  preponderate ai livelli decisionali e

gestionali: Mariolga Mogavero al Primo dipartimento, Maria Rosaria Simonelli al Secondo e al Terzo dipartimento, Marinella D’Innocenzo alla direzione generale per la Salute, tralasciando il novero delle dirigenti e delle collaboratrici. Bene. Al gruppo tecnico è stato chiesto di dare supporto alle attività straordinarie di liquidazione delle ex comunità montane attraverso l’esame della documentazione esistente; l’istruttoria e la definizione di proposte operative; l’acquisizione delle informazioni in ordine al valore di realizzo di alcuni beni immobili delle Comunità montane e di verificare la fattibilità delle ipotesi di trasferimento dei beni in capo agli enti locali (singoli o associati); la definizione, entro il 30 settembre 2016, di una proposta di piano straordinario di liquidazione, fatte salve eventuali proroghe da definirsi in ragione della complessità delle attività. Se tutto ciò sia stato fatto o meno entro il 30 settembre 2016,  al momento non è rilevabile dagli atti ufficiali della Regione. Se ce l’hanno fatta, le va dato merito, e si deve supporre che l’apporto, per come è stato concepito, avrà inciso parecchio sul carico di lavoro dei commissari D’Alete e Marinelli; se non ce l’hanno fatta, vuol dire che anche loro hanno dovuto prendere atto della complessità delle operazioni ed anche loro costrette a ricorrere alla proroga. Come la si giri e la si volti la minestra regionale è sempre scarsamente commestibile. Comunque, il 31 dicembre non è lontano, e ancora alla scadenza sapremo se le Comunità montane sono state liquidate, oppure rimangono ancora da liquidare.

Dardo

 

Di Dardo

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