Home / Politica / I disoccupati privati del diritto al lavoro e ai servizi

I disoccupati privati del diritto al lavoro e ai servizi

Questa è grossa davvero, e ancora una volta sul banco degli imputati va la giunta regionale, un grumo politico presieduto dall’architetto Paolo di Laura Frattura che ne ha combinate  di cotte e di crude negli anni che ha governato ed anche sul finire del mandato popolare. Dopo aver creato le condizioni di una ulteriore recessione economica regionale, oltre quella di natura globale, con migliaia di giovani disoccupati e sott’occupati, l’esecutivo regionale si porta sulle spalle anche la responsabilità di aver disarticolato l’Agenzia regionale per il lavoro (già Ufficio di collocamento) che quei disoccupati e sott’occupati dovrebbe in una qual certa misura aiutare a risolvere i loro problemi. Questa è grossa davvero.  Perché c’erano tutte le condizioni per mettere a regime l’organizzazione del lavoro e l’Agenzia che lo presiede. Nella Conferenza unificata Stato – Regioni sul trasferimento del personale e delle funzioni dalle Province alle Regioni, al Molise sono stati assegnati 1.760.000 euro per coprire i costi dei dipendenti a tempo indeterminato dei Centri per l’impiego e 466 mila euro per i contratti del personale a tempo determinato. C’erano tutte le condizioni, ma la giunta non le ha riconosciute tali, essendo corta di vista e ottunda di mente, resa tale, la mente, dalle idee confuse di cui si nutre nella pochezza politica, amministrativa, operativa in cui è costretta a misurarsi. Diversamente avrebbe accolto il suggerimento di inserire nel collegato alla manovra di bilancio 2018 le disposizioni governative  che riguardano la funzionalità dei Centri per l’impiego. Agli amministratori regionali questa omissione gliela rinfaccia il consigliere regionale di Sinistra Michele Petraroia che pendola  – ahi! lui – tra l’essere il migliore e maggiore oppositore di Frattura & Company sui media locali, e il migliore e maggiore amico allorché c’è  stato da votare  a favore o astenersi nei casi determinanti per la salute del governo regionale. La coerenza non è da tutti, e non tutti la ritengono un valore. Al di là di questo inciso, resta che Petraroia il problema dell’Agenzia lo ha posto e nella sua argomentazione ci sono riferimenti amministrativi e statistici che non ammettono discussione. La giunta regionale avrebbe potuto inserire nella legge di stabilità 2018 una norma di riordino dell’Agenzia Molise Lavoro “chiarendo se la gestione dei Centri per l’impiego sarebbe stata esercitata da essa direttamente o per il tramite dell’Agenzia”. Poteva farlo, tenuto conto che la manovra di bilancio è stata approntata a valle dell’approvazione della Finanziaria nazionale che conteneva la tabella per il riparto dei fondi e del personale dalle Province alle Regioni. L’avesse fatto, avrebbe disciplinato per legge il passaggio di funzioni, operatori, sedi e competenze dei Centri per l’impiego. Non averlo fatto, “ritarderà la risoluzione pratica di un problema drammatico per decine di migliaia di inoccupati, disoccupati, cassintegrati e lavoratori in mobilità del Molise, e conferma l’insensibilità politica verso le questioni del lavoro che rasenta l’ignavia”. Pertanto, dice Petraroia, “è inutile fare annunci, spot e propagande strumentali sulle politiche attive del lavoro. Basta recarsi in una qualsiasi sede dei Centri per l’impiego per accertare i ritardi nell’erogazione del servizio, nell’approntamento di misure e nella gestione dei dati”. Il danno che ne viene alle miglia di molisani che hanno bisogno dei documenti dell’Ufficio di collocamento per accedere ad una prestazione previdenziale, per usufruire del reddito d’inclusione, per essere avviato ad un’attività formativa o per comunicarne la rescissione, il mutamento o il trasferimento del rapporto di lavoro è incalcolabile. La conclusione, a cui la giunta regionale non darà alcun peso abituata com’è a starsene rintanata nelle sue convinzioni, è che i Centri per l’impiego nel Molise rimangono  “abbandonati al proprio destino con personale dipendente dalle Province, funzioni mal distribuite tra l’Agenzia Molise Lavoro e la Regione, carenza di strumentazioni digitali e assenza di coordinamento e di raccordo”. Un casino.

Dardo

 

 

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Sanità, ecco i commissari ad acta

Il consiglio dei ministri ha ratificato le nomine del commissario ad acta per la sanità. …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*