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Dimensionamento scolastico, evitiamo l’ennesimo pasticcio

La FLC CGIL Molise, vista la proposta di piano di dimensionamento scolastico provinciale illustrata nell’incontro convocato con le OO.SS della scuola in data 19 ottobre 2018, nei giorni scorsi ha inviato le proprie osservazioni (si veda allegato)  al Presidente della Provincia ed ai Sindaci della Conferenza provinciale, che su tale proposta dovrebbero esprimersi venerdì 26 ottobre.   In tale documento, pur condividendo la volontà di affrontare finalmente il problema, vengono evidenziate le diverse criticità della proposta di riorganizzazione scolastica provinciale, sulle quali occorrerebbe riflette bene, prima di dar vita ad un vero e proprio pasticcio. Sul metodo, abbiamo evidenziato come ancora una volta si arriva a discutere di tale problematica in tempi che non consentiranno una vera interlocuzione con le parti sociali, i Dirigenti, il personale scolastico e tutti coloro che sono interessati al tema. Intervenire sul dimensionamento, per chi ci amministra, dovrebbe significare battersi per ottenere, nelle sedi competenti, un riconoscimento delle nostre specificità territoriali, invece ci si limita a fare mere operazioni ragionieristiche, che portano alla semplice applicazione (in taluni casi errata) di direttive ministeriali. Contestualmente al piano di dimensionamento, inoltre, si sarebbe dovuto aprire una discussione regionale sul piano dei trasporti, sull’edilizia scolastica, sull’offerta formativa territoriale, sul raccordo con l’ITS e con l’IFTS, sul riordino della formazione professionale. Niente di tutto questo è avvenuto! Nel merito, abbiamo ribadito la contrarietà della FLC CGIL Molise ad affrontare una tematica complessa, come quella del dimensionamento scolastico, senza una idea di fondo su come disegnare complessivamente il sistema scolastico e l’offerta formativa regionale. Lo stesso “documento istruttorio” allegato alle Linee guida deliberate dalla Giunta Regionale del Molise del 06.08.2018, ribadisce inoltre la validità dei principi generali stabiliti della delibera del Consiglio regionale del Molise n 251 del 17 dicembre 2013.

Ebbene, nemmeno tali principi, elaborati all’epoca grazie al supporto di una una Cabina di regia regionale, sono stati rispettati.  Si prevede infatti il mantenimento degli attuali Istituti Omnicomprensivi con l’ulteriore creazione di altri due Istituti di questo tipo, a Larino e Campomarino. E’ appena il caso di ricordare che per ragioni organizzative, didattiche e pedagogiche, la normativa attuale prevede la possibilità di Istituti Omnicomprensivi solo in via residuale, non essendo prevista per essi nemmeno l’elezione del Consiglio d’Istituto (ma di un Commissario straordinario). Inoltre, non sono previste aggregazioni di Istituti di Istruzione Secondaria di Secondo Grado in “poli formativi omogenei”, con il risultato di mantenere ancora, ad esempio, un I.I.S. che tiene insieme un Liceo Artistico con un Istituto Tecnico settore Tecnologico (è il caso dell’IIS “Majorana” di Termoli). La creazione di poli scolastici (Tecnico, Professionale, Liceale), invece, consentirebbe di migliorare l’offerta didattica formativa, consentendo la condivisione di laboratori, strutture e spazi, la possibilità di effettuare passerelle da un percorso all’altro.

Sempre per l’Istruzione Secondaria di Secondo grado, si rinvia agli anni successivi il riordino degli indirizzi, ad eccezione della proposta dell’istituzione di un Liceo Sportivo a Campobasso (senza l’indicazione della sede) e della trasformazione dell’IPA di Campobasso in Istituto Tecnico. Il risultato, pertanto, sarà il permanere della duplicazioni (ad esempio, due Licei linguistici e due Licei Scientifici a Campobasso, due Licei delle Scienze Applicate a Termoli).

Vengono istituiti quattro Istituti Comprensivi a Termoli, senza però tener conto della dislocazione territoriale dei plessi e della distribuzione della popolazione scolastica sul territorio. Il fatto che vengano accorpate scuole “numericamente importanti” con altre che lo sono meno (es. I grado Brigida 526 alunni con la Primaria di via Maratona con 154, oppure I grado Schweitzer di 179 alunni con la Primaria via Stati Uniti con 450) fa pensare che tutta questa manovra serva esclusivamente a raggiungere i numeri utili a creare quattro Istituti Comprensivi. Tutta l’operazione, in definitiva, dà l’impressione di essere stata vissuta come una mera riorganizzazione numerica, che si riduce ad un atto amministrativo fatto senza una visione d’insieme.

Non è possibile procedere in questo modo: quella del dimensionamento scolastico è una problematica complessa, che deve essere affrontata in un’ottica ampia. Discutere di dimensionamento scolastico con queste premesse e in queste condizioni, ci sembra un pessimo modo per affrontare questioni che, invece, andrebbero poste al centro del dibattito politico regionale.

Di admin

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