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DILEMMI, DUBBI, PERPLESSITA’…PARLIAMONE

di Massimo Dalla Torre

 

Mentre la mente continua ad arrovellarsi sulle dichiarazioni poco lusinghiere fatte da Bastianich nei confronti del capoluogo di regione apostrofato come “luogo sfigato”, il grande circo dei perbenisti benpensanti cerca di far accreditare la bontà della tesi, a che pro aggiungiamo noi, visto la loro inutilità, sulla necessità di rinvio delle elezioni regionali che, a quanto pare, non si terranno più il 4 marzo, data prodromica alle fatidiche “idi” in quanto queste erano il “22” giorno in cui Cesare fu pugnalato a morte sotto la statua di Pompeo dai senatori rivoltosi, ma forse il “22” questa volta di Aprile mese che un detto popolare “invita a dormire”; particolare da non trascurare… Sulle questioni prettamente tecniche non entriamo, anche perché sull’argomento in queste ore sono state espresse opinioni ad iosa, tanto da riempire intere pagine sui social network, giornali e TG, invece vorremo solo capire il perché la questione è venuta fuori prepotentemente ora più che mai a fine mandato elettorale e non nel corso della legislatura che, a conti fatti, non è stata “positiva” sotto tutti i punti di vista, nonostante si continui a difenderla. Capire! Questo il dilemma che presenta numerose incognite. Dilemma che sicuramente crea un senso di fastidio difficilmente allontanabile dal modo di vivere il “Molise” e di conseguenza la “molisanità” a trecento sessanta gradi. Dilemma che offre il fianco a chi cerca una ratio alle azioni o non azioni, messe in atto da chi si ostina a condurre questa nave tra le procelle in una navigazione non tranquilla. Dilemma che anche l’altro ieri, subito dopo il termine della conferenza stampa tenuta dal Governatore, stranamente era solo nessun altro esponente di Governo regionale lo ha affiancato, dove ha illustrato le motivazioni della necessità del rinvio per gli appunti rilevati alla legge elettorale che prevede quote di sbarramenti non prettamente conformi a quanto previsto dall’articolato approvato qualche tempo fa dal Consiglio Regionale del Molise. Rilievi fatti, tra l’altro, da un sottosegretario, e non dall’assise di Paolo Gentiloni; la notizia circolata tra gli addetti ai lavori e nelle redazioni è da prendere con il beneficio dell’inventario di conseguenza tutta da verificare, che fa da pendant con “dubbi e perplessità, parliamone”, così recitava uno slogan. Dilemma che mette ancora di più in risalto la necessità di dare una svolta definitiva alla vita del Molise e ai Molisani; comunità di appena 320.000 abitanti, dove i giovani emigrano per mancanza di lavoro, nonostante gli appelli a rimanere, e dove la desertificazione morale e materiale fa da padrona. Dilemmi, dubbi e perplessità che, sicuramente sono, il punto di forza del contendere tra le parti, tra l’altro partito con largo anticipo, giocato come sempre sui tavoli di chi conta dove la gente sarà  semplice spettatore del “gioco al massacro” per occupare lo scranno, anche il più insignificante, che sotto certi aspetti, scusate se torniamo sull’argomento, avvalora la tesi di”sfigati” non per le condizioni di vita ma per le idee poco chiare che ha chi fino ad ora è stato  considerato “tira seggia” (ossia sfaccendato buono solo a sedersi a tavola senza essersi guadagnato il cibo) che crede, ripetiamo crede, di poter risollevare le sorti della ventesima regione d’Italia, ora più che mai all’insegna d’incertezze ma soprattutto perplessità.

Di Giuseppe Saluppo

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