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Del viadotto di Liscione e di altre strade

di Giuseppe Saluppo

A tornare sulla questione del mancato collaudo del viadotto del Liscione è stato il Centro Studi Molisano di Guardialfiera. Fanno paura quei piloni avvolti da 147 milioni di metri cubi d’acqua che agisce come veicolo di sostanze aggressive. Nel 2002 era stato pure avviato un progetto per giungere al collaudo mai portato a compimento. Come mai portato a compimento l’altro progetto che prevedeva la realizzazione di una bretella posta ai margini del lago e ritenuta più sicura e funzionale. Oggi, il quadro non è dei più chiari e fa rima con la disastrosa situazione della viabilità interna. Qui, si scopre una situazione che rasenta il disastro di tantissime strade chiuse, impercorribili e pericolose, ma usate da mezzi privati e operatori economici. Alcune trasformate in torrenti o ridotte della metà dalle frane, che hanno bisogno di interventi di manutenzione straordinaria immediata e in molti casi di manutenzione ordinaria, ormai assente. Strade provinciali che sono anche la via di fuga in caso di calamità naturali e che costringono a lunghi viaggi chi deve raggiungere un ospedale o un ente o portarsi da un paese a un altro, con grave disagio per i cittadini.  Molti tratti sono franati, scoscesi, impercorribili. A qualcuno, forse, interessa la difficoltà quotidiana di abitanti e lavoratori dei paesi interni alle prese con una rete stradale fatiscente e senza manutenzione? Ci sono cartelli che annunciano l’inizio e la fine di lavori, mai eseguiti. E strade franate chiuse al transito ma solo sulla carta: le auto passano lo stesso. Un territorio che quando si presentano forti piogge si risveglia in ginocchio. Possibile che non si possa approntare un piano di intervento che coordini l’insieme delle opere di recupero riguardanti le strade e le altre infrastrutture di collegamento? E’ chiedere troppo?

Di Giuseppe Saluppo

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