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Del Molise dei poveri e delle famiglie in difficoltà chi se ne cura?

Dietro la facciata lucida del Molise dei colletti bianchi, dei politici in macchine di rappresentanza, dei consiglieri regionali ridondanti di prebende e benefit, di una borghesia professionale che si autocompiace di esserlo e di esercitarsi, arricchendosi, sulla massa che le sta dietro, delle statistiche dello 0,001 per cento di crescita del prodotto interno lordo, dietro tutto questo c’è un altro Molise. Al quale anche la stampa non presta attenzione, al quale si riserva, se tutto gli va bene, qualche briciolo d’assistenza sociale.

C’è il Molise delle famiglie che vivono sotto la soglia di povertà; degli appartenenti al quinto di reddito più povero. pari al 35,9 per cento, e un’altra branca a rischio povertà, che si aggira intorno al 32,6 per cento. Diciamola tutta: ci sono 101mila cittadini molisani che non fanno cronaca, che non hanno rilievo e visibilità, sostanzialmente sommersi da una governace regionale che li ha condannati ad essere perennemente in retroguardia, pur disponendo degli strumenti per “soccorrerli”, non trova di meglio che dilazionare gli interventi e gli atti delle politiche cosiddette sociali, che la Regione ha ritenuto debbano essere allegati agli atti delle politiche sanitarie,  col risultato che entrambe sono irriducibilmente inefficaci. Dietro la facciata lucida del Molise dei presidenti, degli assessori e dei consiglieri regionali, c’è un quadro strutturale e organizzativo  da brividi. Che per coglierlo nella sua statica rappresentazione, ci vorrebbe il grimaldello o uno mezzo di penetrazione per scardinare gli strati di complicità e di tolleranza che lo copre. Dinanzi ad una situazione siffatta, il cittadino immagina che nelle istituzioni alle maggioranze inerti, inefficaci o prevaricatrici, ci sia un’opposizione in grado di contrastarla, di manifestarla all’opinione pubblica, di impalcarla alle proprie responsabilità. Alla Regione Molise l’opposizione è formale. Per cui sono i dissidenti della  maggioranza il veicolo di una informazione critica e rivelatrice di colpe e difetti. Nel caso che ci apprestiamo a scrivere, il veicolo dell’informazione critica e rilevatrice di colpe e difetti della maggioranza regionale, è di nuovo Michele Petraroia (ex Pd), il quale, dopo aver argomentato e dimostrato, dati alla mano, i ritardi e le carenze gestionali del sistema sociale e assistenziale, ha posto in una interrogazione al presidente del consiglio regionale, Vincenzo Cotugno, l’urgenza di conoscere quali iniziative istituzionali si intendano intraprendere per il contrasto alla povertà in Molise che vede coinvolte il 21,5% delle famiglie pari 70mila cittadini, a cui si aggiungono ulteriori 31 mila persone a rischio povertà; di essere informato sulle ragioni che hanno indotto il direttore del dipartimento del Bilancio a non presentarsi all’audizione della Commissione affari sociali del 3 novembre per illustrare la situazione finanziaria complessiva del settore relativamente ai quesiti posti nella mozione consiliare a mia firma del 21 giugno 2016, trattata nella seduta del consiglio regionale del 20 settembre 2016 poi rinviata all’esame di merito proprio in Quarta commissione; di sapere quando saranno pubblicati i bandi del Programma operativo regionale (Por) del Fondo sociale europeo (Fse) 2014/2020 per 12 milioni di euro per borse lavoro, reddito di inclusione sociale e altre misure di contrasto alla povertà; di conoscere inoltre quando saranno definite e superate le criticità dei Centri per l’impiego che bloccano le procedure per i pagamenti di 4,8 milioni del Sostegno per l’inclusione attiva (Sia) a 1800 soggetti svantaggiati del Molise, e per quali ragioni non vengono rispettate le disposizioni della legge regionale  13/2014, del regolamento attuativo 1/2015 e del Piano sociale triennale 2016/2018 adottato dal consiglio regionale nella seduta del 1 dicembre 2015. Avrà risposta?. Dubitiamo, sulla scorta di ripetuti precedenti. Sempre che il presidente della giunta regionale sia disposto a fornire al presidente del consiglio gli elementi necessari.

 

 

 

Dardo

 

 

Di Dardo

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