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Deiezioni canine, Campobasso un brutto esempio

Si fanno sempre più frequenti le diatribe tra proprietari di cani e cittadini che protestano per le deiezioni abbandonate in strada. Sono sempre più diffusi anche i maleducati, che beatamente se ne infischiano di pulire i “bisogni” del proprio “fido”, scatenando le ire e le imprecazioni di residenti e pedoni. Lungo le strade, i marciapiedi e nelle aiuole, è ormai un malcostume diffuso quello di portare a spasso i propri cani senza raccoglierne le feci come sarebbe opportuno (oltre che obbligatorio) e, a più di qualcuno, capita di calpestare qualche “ricordino” ben poco piacevole. La città di Campobasso, così, si sta trasformando in un vero e proprio gabinetto. Per fortuna, non tutti i proprietari degli amici a quattro zampe sono degli incivili: tanti con paletta e sacchetto al seguito, rispettano le regole e l’ambiente, ma le segnalazioni sono all’ordine del giorno e sempre più frequenti. Possibile, però, che nel regolamento comunale non si possa prevedere il controllo a monte? Ovvero, che il proprietario del cane deve avere sempre con sè, quando si trova in aree pubbliche insieme al cane, un sacchetto o apposita paletta ed esibirlo a richiesta degli organi di vigilanza, pena la sanzione. Basta prendere il regolamento della città di Locri, ad esempio. Dunque, a tutti quei cittadini che dimostrano sempre più insofferenza anche alle pipì dei cani, non resta che attendere e sperare in un provvedimento da parte del Comune, sulla scia di altre amministrazioni che hanno disposto l’obbligo ai proprietari o ai conduttori dei quattro zampe di portare sempre con sé anche una bottiglia d’acqua, in modo da poter lavare le tracce di pipì.  Come per esempio a Muggia, dove, dall’anno scorso, se si è sorpresi a spasso con “fido” senza la bottiglietta, si può incorrere in una sanzione che va dai 100 ai 300 euro. Difficile, anche, copiare?

 

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Campobasso emerge sempre e solo per aspetti negativi. E tutti dormono…

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