Home / Politica / Se il cristallino si opacizza e annulla la visione della buona sanità

Se il cristallino si opacizza e annulla la visione della buona sanità

di Giuseppe Saluppo

La Regione Molise, con il decreto commissariale n.63 ha posto limiti alle strutture sanitarie private accreditate regionali per la cura e il ricovero di pazienti extra regionali. Una mazzata per quelle strutture che hanno mobilità attiva e garantiscono qualità nelle prestazioni. La scusa, la solita: non ci sono soldi. Proprio di questi giorni, il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni per i fondi di compensazione per le spese sostenute dalle Regioni per i pazienti di altre realtà territoriali. Il dato di partenza che si condivide è quello per cui, anche nelle attuali condizioni organizzative ed economiche, sussiste il diritto di scelta del cittadino a potersi rivolgere alla struttura che ritiene più idonea al soddisfacimento delle proprie esigenze. Un diritto che però trova il suo limite nello scorretto utilizzo delle risorse  a disposizione della Regione Molise. In sanità si sta giocando al contrario. Distrutto l’apparato pubblico, con la chiusura di strutture e servizi, c’è stato il taglio dei budget per le strutture private accreditate. In parole povere ciò significa l’impossibilità per i molisani di potere ricevere cure e prestazioni presso queste strutture che, pure, garantiscono la mobilità attiva richiamando pazienti da fuori regione. Dunque, eccellenze. Eccellenze, però, che ai molisani non è dato accedere visti e considerati i tagli ai budget. Così, per fare una semplice cataratta bisognerà viaggiare fuori confine. Senza parlare, poi, di interventi ben più difficili e complessi. Viaggi della speranza che offendono i pazienti e creano disagi alle famiglie. E la Regione si ritroverebbe non solo ad anticipare ma a pagare, alle altre Regioni, l’intera quota spettante con tutti i relativi costi annessi di trasporti, stazionamento e mancata produttività dei familiari. E’ questa la sanità che si intende garantire? Sono questi i propositi che vengono fuori dalla penna di qualche burocrate? E la politica che fa? La buona politica dovrebbe costruire, programmare, decidere per il bene dei cittadini. In Molise, invece, si sta facendo esattamente il contrario distruggendo e affossando con matematica precisione le nostre eccellenze e la ricerca scientifica. Spacchettano servizi come se fossero caramelle. Non danno risposte ai cittadini sempre più demotivati ed esasperati per questa voragine che si sta ampliando nell’assistenza sanitaria.  Senza dimenticare i posti di lavoro e tutto l’indotto derivante dalle migliaia e migliaia di persone che decidono di venire qui, per curarsi o per lavorare. Portarle alla fame, farle chiudere significherebbe il deserto. Una volta per sempre bisogna vedere chi vuole restare a fare la guardia al più disperato clientelismo o chi vuole difendere una efficiente e severa gestione della sanità.  La soluzione a queste forme di inefficienza non può essere la limitazione della mobilità, e quindi la compressione dei diritti, senza intervenire per il miglioramento nell’erogazione dei servizi. Il rischio è quello di far pagare il costo dell’incapacità gestionale ai cittadini utenti che si troverebbero limitati nella libertà di scelta.

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Sanità, ecco i commissari ad acta

Il consiglio dei ministri ha ratificato le nomine del commissario ad acta per la sanità. …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*