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“Il costo della politica è uno schiaffo alla miseria”

 

 

Gli emolumenti che percepiscono i consiglieri, gli assessori e il presidente della Regione Molise non sono compatibili con lo stato di crisi generale, con la percentuale in costante crescita delle famiglie sulla soglia della povertà e il numero delle famiglie in condizione di povertà assoluta parzialmente sollevate dal disagio dall’aiuto della Caritas e dal circuito della solidarietà spontanea; non sono compatibili con i giovani senza lavoro e i lavoratori in cassa integrazione. Non sono compatibili col sentimento di equità e giustizia di cui si va riappropriando la parte della società civile non compromessa né assistita dalla politica e dal sottobosco politico. La questione va posta e, se del caso, riproposta, tanto e così irritante è agli occhi di quanti non hanno altra arma da utilizzare per cercare di modificare lo stato di fatto, se non quella del voto quando saranno chiamati ad esprimersi. Costoro sono in attesa che venga presa una iniziativa concreta che ponga la classe politica regionale di fronte alle proprie insufficienze e responsabilità, e le faccia avvertire la incongruenza delle loro decine di miglia di euro al mese a fronte dei 500 delle pensioni sociali. Se alla congruità degli emolumenti rispondesse un impegno serio e concreto del proprio operare in favore della collettività molisana, transeat. Purtroppo abbiamo la classe politica peggiore al governo del bene comune, nel momento peggiore dell’economia e della crescita sociale ed economica. La congiuntura sta determinando una pericolosa involuzione della morale pubblica concedendo al potere politico e alla sua cupidigia il primato e ai protagonisti di questa morale al rovescio una sorta di franchigia assolutoria.  Nel momento caldo e attivo degli Indignati del Molise, del problema della convivenza sociale se n’è parlato parecchio; parecchie sono state anche le denunce sollevate per cercare una sintesi, magari in sede  consiliare, sperando che in quell’ambito istituzionale ci fosse qualcuno che avvertisse la improprietà del suo status e cercasse di adeguarlo alla realtà che lo circonda. Speranza vana, oltre che vanamente inseguita, fino a rendere astenici finanche gli Indignati e la loro verve intellettuale e sociale. Ma proprio nel momento più basso del tentativo di riscatto della società civile nel rapporto con il potere e le sue nefande emanazioni regionali, qualcosa riprende vitalità. La firma di Domenico Di Lisa, già consigliere regionale di estrazione di sinistra, e del sindaco di Montefalcone, oltre che coordinatore regionale della nascente “Sinistra Italiana”, Gigino D’Angelo, in calce al comunicato stampa che riproduciamo, dice che non tutte le coscienze sono spente, che si possono riaprire spazi per una nuova campagna di moralizzazione socio/politica, che può riprendere vigore un movimento di base che gridi la propria insoddisfazione e il proprio diritto a vedersi rappresentata. Di Lisa e D’Angelo ricordano che “il 4 dicembre gli italiani, a stragrande maggioranza, hanno bocciato la legge di modifica costituzionale”; che “da  parte dei sostenitori del SI, la campagna referendaria fu condotta insistendo sulla riduzione dei costi della politica che ne sarebbe derivata”; che “a risultato acquisito, alcuni consiglieri regionali, schierati per il NO, hanno dichiarato di aver presentato proposte di legge che prevedono risparmi tanto irrilevanti da rappresentare una beffa per i cittadini molisani”. La presa d’atto più avvilente è che “il silenzio di tomba assordante del Presidente Frattura  e dei consiglieri schierati per il Si”; che “nulla è stato fatto per ridurre le indennità  con la Legge di stabilità e quella di Bilancio approvate la settimana scorsa in Consiglio regionale”; che “a prescindere dall’esito referendario e dalla posizione sostenuta, il problema va affrontato con urgenza, soprattutto alla luce del perdurante declino del Molise”.  Intorno a questo insieme di fallimenti, di furbizie, di strumentalità politica sia Di Lisa che D’Angelo intendono sviluppare idee e proposte. Appuntamento mercoledì primo febbraio, alle ore 16, presso l’incubatore per le imprese di Via Monsignor Bologna, a Campobasso.

 

Dardo

 

 

Di Dardo

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2 commenti

  1. Alberto Mastrocola

    Direttore, gli emolumenti sono vergognosi per TUTTI, quindi tanto per la maggioranza quanto per l’opposizione. Se ci si indigna contro una stortura, si lasciano nel cassetto i colori politici, altrimenti non è indignazione, e’ qualcos’altro.

  2. Donatella e Dario Autieri

    D’accordo con il signor Mastrocola, aggiungiamo che di progressi per la regione non ne sono stati fatti con il passare dei decenni, ed invitiamo chiunque a smentirci con dati alla mano. Come già detto in altra sede: noi dovremmo difendere QUESTA autonomia??

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