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Costituito il Comitato molisano Caduti per la Pace, Alessandro Di Lisio

E’ stata costituita a Campobasso, l’Associazione ‘Comitato Molisano Caduti per la Pace – Caporal Maggiore Scelto Guastatore Paracadutista Alessandro Di Lisio’.

Il ‘Comitato Molisano Caduti per la Pace’, presieduto dalla madre di Alessandro, Dora Pinelli, è stato fondato da dodici soci, tra cui Luigi Calabrese, Gennaro Ciccaglione, Luigi Pasqualone, Michele Sansone e don Gabriele Teti.

Scopo dell’associazione è “la cooperazione, la distensione e la difesa della pace, attraverso la promozione di attività di carattere sociale e civile e contribuendo alla formazione e al rafforzamento della coscienza civile e democratica delle nuove generazioni”.

“Il destino, il fato, la provvidenza, così come la vogliamo chiamare – ha detto in apertura la professoressa Adele Fraracci, docente di storia e filosofia di Alessandro Di Lisio al Liceo Scientifico ‘Alberto Romita’ tra il 1998 e il 2003 – dipendono dalla storia che ci costruiamo. Da dove decidiamo di vivere e fare. Così ognuno di noi contribuisce a scrivere la storia. Alessandro ha avuto un appuntamento con la storia internazionale, dopo essersi preparato a un percorso di successo nell’Esercito del popolo, così come costituzionalmente riconosciuto”.

L’Associazione, per questo, intende coltivare la memoria dei caduti e organizzare eventi mirati per tenere vivo il ricordo degli stessi.

“Le Istituzionali nazionali e locali nell’immediato dall’incidente – ha sottolineato la mamma di Alessandro – fecero sentire il proprio affetto, ma nel momento in cui i riflettori abbassarono l’intensità il loro atteggiamento si è fatto più distante. Il Comitato, dunque, partendo dalla nostra esperienza, vuole richiamare l’attenzione sul tema, colmando la distanza tra i familiari e le autorità istituzionali, costituendo una rete sul territorio. Mio figlio è il figlio della terra molisana ed è morto da eroe nell’adempimento del proprio dovere, diventando figlio di tutta la Nazione. Il Comitato, per ricordarlo, rivolgerà le attenzioni a favore dell’infanzia e dei bambini senza famiglia accolti in orfanotrofio. Un impegno civile per ricordare chi, come Alessandro, è morto in difesa dei diritti umanitari”.

 

Di Giuseppe Saluppo

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