Home / Politica / Cosa n’è stato del Parco Letteraraio “Francesco Iovine” e dei finanziamenti milionari di cui ha goduto?

Cosa n’è stato del Parco Letteraraio “Francesco Iovine” e dei finanziamenti milionari di cui ha goduto?

Di Francesco Iovine (1902-1950), vanto della letteratura molisana e meridionale del Novecento, ne hanno parlato a Roma il 29 maggio, e nel Molise nemmeno l’eco. Sullo scrittore di Guardalfiera incombe il silenzio, paradigma della stitichezza mentale delle istituzioni molisane e della latitanza, ormai cronica, di uomini di cultura e  di associazioni, organizzazioni e club culturali. Sono decenni che le menti e le coscienze molisane sopravvivono culturalmente a stecchetto (e la bassa qualità della vita sociale è sotto gli occhi di tutti), nonostante da decenni il Molise vanti di avere l’università. Che si sta muovendo, certo, ma ancora non coglie in pieno, né ci prova con convinzione, a setacciare il substrato storico/culturale, per renderlo vivo ed evidente. Iovine sarebbe un simbolo motivazionale interessante. A Roma di Lui, della sua opera letteraria, con sullo sfondo “il Molise con i suoi miti ancestrali e le sue storie di vita da cui parte tutto e a cui tutto fa ritorno”, s’è parlato per merito dell’Associazione “Forche Caudine”, col patrocinio dell’amministrazione capitolina. Vanno dati atto e compiacimento.  Prendiamo spunto da questo apprezzato elemento di cronaca per aprire un capitolo di vita  politica e amministrativa molisana  su cui, come per tanti altri fatti, situazioni e circostanze, si sono spenti i fari dell’attenzione ed è finito nel dimenticatoio, nonostante abbia avuto notevole risalto promozionale e notevoli risorse finanziarie (centinaia di milioni delle vecchie lire). Ci riferiamo al Parco letterario “Francesco Iovine” (Guardialfiera e Agnone) incluso nell’elenco dei Parchi letterari italiani  promossi e finanziati da Sviluppo Italia, dalla Fondazione Ippolito Nievo, dal Touring Club Italiano, dalla Commissione Europa (Fondi Fesr 1994/1999) e dalle Direzioni generali del Turismo e  del ministero dell’Industria, commercio e artigianato. Per ogni regione un Parco intitolato alla personalità letteraria di maggior prestigio. Per il Molise, Francesco Iovine. Per ogni Parco una scheda riassuntiva delle motivazioni culturali e delle proposte di visita al territorio. Le ricordiamo, redatte e pubblicate per conoscere ambiente, cultura e tradizioni sulle tracce del grande scrittore molisano. E soldi da investire e da gestire. Finanche l’allestimento di un treno speciale, d’epoca (quattro carrozze degli anni ’40 di cui due per il trasporto dei passeggeri  e una predisposta in modo da ospitare mostre e conferenze), riservato ai visitatori su percorsi densi di attrattive artistiche, culturali ed enogastronomiche (“Viaggio in Molise”). Se ben ricordiamo, quel treno ha viaggiato una o due volte, poi s’è eclissato e con  lui le ragioni del Parco e le sue prerogative.  Che erano tante e tutte interessanti, rivolte alla scoperta della civiltà contadina: “La la fatica del lavoro nei campi, la religiosità mescolata alla magia, il sapere manuale, il sapore dei cibi”. Un Molise arcaico, ma tutt’ora leggibile e riscontrabile come valore storico e culturale. Nel resto dell’Italia i Parchi letterari sono vivi e vegeti, fanno da richiamo, aumentano la stima dei luoghi e delle tradizioni. Le risorse finanziarie investite hanno trovato una valida ragione e una destinazione sicura, visibile, vivibile. Nel Molise il Parco letterario “Francesco Iovine”  non è più. E’ defunto. Mai i funerali non sono mai stati celebrati. E nessuno ha mai chiesto conto perché mai sia accaduto, chi ne avrebbe dovuto dare ragione, visto che sull’impianto del parco sono piovuti finanziamenti pubblici a iosa. Questa della dimenticanza istituzionalizzata è una stranezza tutta molisana, resa parte integrante di un modo di fare, di amministrare, di gestire e di capitalizzare le risorse (umane e finanziarie). Un modo di fare, di amministrare, di gestire e di capitalizzare reso possibile dalla distrazione operativa degli Organi e degli organismi di controllo, delle autorità costituire e degli analizzatori e dei commentatori. Questo del Parco è un “accidente molisano” che, per la dimensione culturale  che intendeva proporre e valorizzare,  meriterebbe di essere riassunto, rianimato e rilanciato. Sempre che la nuova amministrazione regionale voglia volgere lo sguardo a trecentosessanta gradi intorno a sé, e rendersi parte responsabile di un nuovo modello di governance.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

Potrebbe Interessarti

Toma: “Dobbiamo attrarre imprese sul territorio”

Incontro istituzionale questa mattina a Roma tra Regione Molise e Istituto Commercio Estero, l’agenzia per …

2 commenti

  1. Francesco Iovine dovrebbe essere il volano culturale della regione, lo stendardo da portare in tutte le occasioni in cui c’è da promuovere il territorio, ed il parco culturale sarebbe il giusto strumento per raggiungere lo scopo. I nostri politici probabilmente hanno studiato poco per essere così disamorati del tema, però l’amore per il dispendio di soldi pubblici non viene mai meno!

  2. Già dalle poche visualizzazioni dell’articolo si può dedurre che il tema Cultura non è centrale per i molisani, che bisognerebbe scuotere come si fa con le noci nella damigiana del nocino per fargli comprendere la preziosità e l’ineluttabilità del concetto. Iovine si starà rivoltando nella tomba…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*