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Consorzi industriali e di bonifica in difficoltà

Le Comunità montane sono state eliminate con legge regionale oltre cinque anni fa. Per i Consorzi Industriali e di Bonifica è stato detto sarebbero intervenuti altri provvedimenti legislativi per,  con maggiore  incidenza, allo scopo per cui sono ancora in attività. Servono? Funzionano? Danno buoni risultati? Contribuiscono allo sviluppo delle rispettive produzioni? Non ci sono elementi analitici per dare una risposta, tant’ che non è stata mai data. Però i Consorzi Industriali e di Bonifica  sono nella realtà molisana, fanno cronaca più che economia. Il Consorzio industriale di Boiano è stato commissariato, tante erano le difficoltà che lo contraddistinguevano e i debiti che accumulava. A proposito di debiti, anche il Consorzio di Bonifica di Larino ne conta uno di  613.789,75 euro nei confronti della Regione su cui però grava l’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) che ne ha sospeso l’esecutività “al limitato fine di consentire alla Regione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso”. Tra l’avere e il dare, i Consorzi di Bonifica comunque vanno avanti, al pari dei Consorzi industriali. Quello di Larino con particolare difficoltà. Gli uni e gli altri sono sempre in attesa di una nuova impostazione statutaria e una nuova regolamentazione delle rispettive missioni sul territorio.  Ma il legislatore regionale sonnecchia, gira al largo dalle questioni che potrebbero creare malintesi e insoddisfazioni in settori in cui la politica pesca parecchio in termini elettorali. Gli uni e gli altri sono dei potentati e come tali vengono presi in considerazione ogni qualvolta si affacciano e riaffiorano i motivi per renderli diversamente e sostanzialmente efficienti. I segnali che provengono dal Consorzio Industriale di Boiano e da quello di Bonifica di Larino alimentano la necessità di una revisione, di un intervento legislativo regionale che li migliori e li modernizzi. Il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa e il Programma di sviluppo rurale (Psr) sarebbero circostanze ideali per mettere a registro un provvedimento legislativo che si incarichi anche del ruolo e delle funzioni dei Consorzi. Ma di questa eventualità non si colgono avvertimenti. Pertanto, si continuerà ad andare avanti sul solito binario dell’ordinaria amministrazione che per entrambi i consorzi equivale prevalentemente alla loro sopravvivenza. Prendiamo i Consorzi di Bonifica. La Regione, oltre agli  interventi previsti dalla normativa di bonifica, interviene finanziariamente per coprire percentualmente l’esecuzione dei lavori di manutenzione ordinaria degli impianti pubblici irrigui, delle opere idrauliche e delle strade di bonifica. Per il 2016, ad esempio, ha stanziato 173.236 euro in favore del Consorzio Trigno – Biferno di Termoli; 94.761 euro in favore del Consorzio di Larino, e 82.003 euro in favore del Consorzio della Piana di Venafro, per un totale di 350mila euro. Va da sé che sui 94mila euro e dispari al Consorzio di Larino resta in piedi il contenzioso tra ciò che il Consorzio deve avere e, soprattutto, ciò che deve dare. Una querelle che la Regione intende risolvere compensando anno per anno il debito del Consorzio nei suoi confronti, “salvo diversa indicazione da parte degli organi giudiziari nell’ambito dei giudizi pendenti”. Già di loro i Consorzi hanno vita difficile, se poi si aggiungono questioni giudiziarie …

Dardo

 

 

Di Dardo

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