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Consiglio regionale, tempi biblici

Appena qualche settimana fa ci siamo posti e abbiamo posto all’attenzione dei molisani un lato poco gradevole della politica: la ritorsione, l’ostracismo, la marginalizzazione di coloro che non sono in linea con chi comanda, che usano il cervello per pensare, e la parola per criticare. In questo contesto abbiamo preso in esame gli ordini del giorno del consiglio regionale mettendo in evidenza una particolarità dal sapore vagamente vendicativo, ostracistico, marginalizzante: cioè, che le interrogazioni, le mozioni e le interpellanze dei consiglieri dell’opposizione e dei consiglieri della maggioranza in posizione contestativa, vengono iscritte sempre in coda e pertanto costantemente aggiornate e rinviate, indipendentemente dall’incisività, dall’attualità e dall’urgenza dei contenuti. Il consigliere regionale Massimiliano Scarabeo è stato e, crediamo, continui ad essere, tra i discriminati, pur essendo nella maggioranza, ma in posizione eretta e non supina. Né, a quanto pare, gli sia valsa finora la protesta per il modo di redigere gli ordini del giorno da parte  dell’ufficio di presidenza e dello stesso presidente Cotugno.

Le sue iniziative istituzionali non vengono a galla. Rimangono costantemente nel limbo della probabilità. Purtroppo,  le richieste di chiarimento, la necessità di conoscere e approfondire problemi e questioni regionali da lui sollevati non riescono a guadagnare mai i primi punti all’ordine del giorno. Siccome il consiglio in genere, tranne sporadiche eccezioni, non licenzia che uno o due punti, al massimo tre, è chiaro che gli toccherà attendere il turno “sine die”.

I consiglieri di opposizione avranno fatto il callo ad essere e sentirsi reietti, per cui non fanno testo. Tant’è che non sollevano obiezioni, né protestano. Va presa in considerazione invece come sia sgradevole che ad essere penalizzati siano consiglieri come Scarabeo e chi, come lui, pratica il dissenso, la critica, la distinzione tra gli atti legittimi e gli atti illegittimi. A costoro viene applicato il silenziatore. E là dove riescono ad esternare all’esterno la loro insoddisfazione, la risposta è una: far finta di niente, ignorare, glissare, sorvolare. Per quanto ci riguarda non intendiamo affatto sorvolare  su ciò che ha scritto al presidente Cotugno, al presidente Frattura e alla conferenza dei capigruppo il consigliere “ostracizzato” Michele Petraroia: “Preso atto della convocazione del consiglio regionale del Molise per il 13 dicembre e visti i punti iscritti all’ordine del giorno per tale sessione di lavoro, sollecito, ai sensi e per gli effetti delle vigenti disposizioni statutarie e regolamentari, ogni celere riscontro alle 10 interrogazioni e interpellanze riferite a problematiche che coinvolgono comunità locali, territori, fasce sociali, lavoratori e imprese agricole danneggiate da eventi calamitosi. I cittadini interessati a conoscere le posizioni della Regione Molise sulla materie oggetto delle interrogazioni e interpellanze consiliari, hanno il diritto di ricevere una risposta istituzionale entro i termini di legge, onde evitare ingiuste penalizzazioni derivanti da immotivate inerzie amministrative. Spetta alla Conferenza dei capigruppo del consiglio regionale, all’Ufficio di presidenza ed al presidente del Consiglio regionale intervenire nei confronti della Giunta Regionale, a tutela del rispetto delle prerogative e degli obblighi di legge oltre che delle vigenti disposizioni statutarie e regolamentari”. Fa specie leggere che esistono “vigenti disposizioni statutarie e regolamentari” e “termini di legge” che assicurerebbero l’esame e la discussione delle interrogazioni e delle interpellanze in tempi adeguati,  e rendersi conto che sia le vigenti disposizioni sia i termini di legge devono essere implorati, nella speranza di trovare una qualche accoglienza. Il lato sgradevole  della politica. Ed anche dei politicanti.

 

Dardo

 

Di Giuseppe Saluppo

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