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Il Consiglio regionale ricorda il terremoto di San Giuliano di Puglia

Il Consiglio regionale del Molise ha ricordato le vittime del terremoto del 2002 a San Giuliano di Puglia.  “Non dobbiamo dimenticare mai quanto accaduto quattordici anni fa e riflettere su quello che sta succedendo oggi nel Centro Italia”, ha detto in apertura il presidente del Consiglio, Vincenzo Cotugno. Poi, così come da regolamento, hanno preso la parola un consigliere di opposizione e uno di maggioranza.

Per l’opposizione, ha parlato la consigliera Angela Fusco Perrella. “Nessuno mai potrà dimenticare quello che accadde e il nostro pensiero oggi deve andare sia a San Giuliano di Puglia sia a tutti i centri coinvolti dai terremoti che si stanno susseguendo dal 24 agosto nel Centro Italia. Siamo chiamati ad alzare il livello di attenzione per i luoghi pubblici e di aggregazione e gli ultimi eventi sismici hanno riaperto in maniera drastica sulla sicurezza di questi edifici, da mettere in sicurezza per legge e per dovere morale. Dobbiamo promuovere la messa in sicurezza delle scuole, anche attingendo dai fondi europei”.  “I drammi del passato – le parole del consigliere regionale Salvatore Ciocca – sono lezioni per il futuro. Qualcosa è stato fatto, ma c’è ancora tanto da fare per la prevenzione. Abbiamo una necessità impellente di una prevenzione vera, perché spesso ci troviamo di fronte alla superficialità e all’ingordigia dell’uomo, come testimoniato dalle ultime immagini che ci sono giunte dal Centro Italia. Abbiamo visto fotogrammi di aule di cartone, sgretolatesi in pochi secondi. Quelle immagini devono essere un monito affinché non si abbassino i controlli”.

Infine, l’intervento del presidente Frattura:  “Il pensiero di ciascuno di noi va alle popolazioni dell’Appenino ferito, che stanno vivendo momenti drammatici, vissuti anche dai molisani quattordici anni fa. Un’esperienza indelebile che pone l’impotenza del cittadino di fronte alla natura. Oggi esprimiamo la nostra vicinanza a San Giuliano di Puglia e alle popolazioni che non sanno più cos’è la vita tra l’ammasso di pietre dei borghi storici che non esistono più. Concludo con il messaggio lanciato dagli studenti dell’Università di Camerino. Il futuro non crolla. Impegniamoci tutti perché sia davvero così”.

 

Di Giuseppe Saluppo

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