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Consiglio regionale  il 9 agosto. La solita solfa: interrogazioni, interpellanze e mozioni

Rieccoli di nuovo in assemblea i consiglieri regionali del Molise e di nuovo per affrontare interrogazioni, interpellanze e mozioni: la specialità della casa. Robe già accumulate in questi primi mesi d’esordio, a conferma che il consiglio lavora poco e male.  L’ordine del giorno della seduta del 9 agosto (preludio alle ferie estive) è lo stesso della seduta precedente, che significa ciò che abbiamo appena detto. Di argomenti che investono lo sviluppo dell’economia; il miglioramento dei servizi essenziali nella sanità, nel trasporto, nel commercio e nell’artigianato; l’occupazione; l’assistenza sociale; il turismo; la cultura; la ricerca; la formazione professionale neanche l’ombra. Probabilmente Toma e gli assessori non hanno letto il rapporto Svimez che invece hanno letto e commentato  il segretario organizzativo della Cgil, Franco Spina, e il già presidente della Regione Michele Iorio. L’avessero letto, all’ordine del giorno infarcito d’interrogazioni, interpellanze e mozioni, avrebbero aggiunto qualcosa di concreto, visto e considerato che nelle casse regionali giacciono milioni di euro dei Fondi europei Fesr e Fse. Ma Toma e gli assessori, e lo stesso consiglio, pendono letteralmente dai responsabili dei dipartimenti, e la metà di loro (Mariolga Mogavero e Massimo Pillarella) è emanazione politica e personale del già presidente Frattura. Quando riterranno opportuno, ovvero, se e quando gli verrà l’input dall’esterno, magari daranno un colpo di acceleratore ai procedimenti e agli atti necessari per portarli avanti avendo cura, però, e attenzione di metterne in risalto l’ascendenza politica, giusto perché non si perda memoria del loro mentore e benefattore. Fintanto preferiranno starsene buoni, per Toma e gli assessori saranno ancora giorni di gioiosa vacanza, o da utilizzare  per comporre gli apparati delle segreterie, seguendo la peggiore delle prassi: imbarcare quanta più gente possibile. Esercizio clientelare di cui ha dato un saggio il neoassessore Di Baggio superando abbondantemente la soglia delle 10 unità. Manco fosse Trump. Tornando al consiglio del 9 agosto, tra le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni sono degne di menzione quelle a  firma di Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla sulla istituzione di un comitato interregionale per la gestione dell’iter della istituzione del Parco nazionale del Matese e per conoscere la linea politica del governo regionale da applicare in favore degli immigrati nel Molise. Meritano di essere ricordate anche le iniziative del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle: una sulla situazione dei lavoratori precari nella sanità, e l’altra sulla condizione in cui versano i Consorzi di bonifica e la necessità di una legge regionale di riforma. Anche la Scuncio ha qualcosa da mettere in risalto e da sostenere, e non è di poco conto. La consigliera di Orgoglio Molise vuole che la Regione Molise stia alle leggi non soltanto a parole. Per lei (e per chissà quanta gente che aspetta nella Pubblica amministrazione locale) è tempo che la Regione applichi per intero il decreto cosiddetto Madia, per stabilizzare i lavoratori precari che ne hanno diritto.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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