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Consiglio regionale costretto  a riunirsi dai lavoratori della Gam

Che la filiera avicola molisana e la ricollocazione dei lavoratori, fossero aspetti di uno stesso problema e nel corso degli anni avessero il carattere costante, quotidiano, dell’urgenza, era evidente. Fuoco sempre acceso da parte del sindacato e, va detto, perché è nella realtà delle cose, del consigliere regionale (ex Pd), Michele Petraroia, ancorché ex assessore alla Politiche del lavoro, prima che fosse spinto a dimettersi rimanendo, però, sempre attento alle condizioni di precarietà e di difficoltà seguite alla crisi globale per buona parte dell’appartato industriale molisano di cui, peraltro, la Regione ha  condiviso e condivide nella filiera avicola, nello zuccherificio e, di riflesso nell’Ittierre, parte del capitale. Questo giornale è stato sempre vigile alle questioni aperte e irrisolte, e ai mancati provvedimenti che avrebbero agevolato le condizioni di vita dei lavoratori senza lavoro, da parte della giunta e della presidenza, con il concorso (di colpa) delle strutture interne dell’Ente. Per cui, dinanzi alla convocazione urgente del consiglio regionale per domani alle 15 a Palazzo D’Aimmo, per discutere della filiera avicola molisana e della ricollocazione dei lavoratori, non può esimersi dal rilevare che siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una Regione e di un consiglio regionali costretti a rincorrere le proprie responsabilità, con l’affanno di chi è stato distratto, inefficiente e incapace di provvedere in tempo utile ai propri doveri istituzionali e amministrativi. E’ di pochi giorni l’ultimo richiamo formalizzato da Petraroia all’esecutivo e ai dipartimenti regionali competenti per materia a intraprendere le procedure per non far perdere i 12 mesi di proroga della Cassa integrazione ai lavoratori della Gam e ad attivare la sperimentazione dell’assegno di ricollocazione e dei nuovi strumenti di politiche del lavoro per gli ex addetti dell’Ittierre di Isernia. L’ennesimo, dicevamo, perché preceduto, infatti, da altri solleciti e “auspici” rivolti a Frattura, agli assessori, allo stesso consiglio e ai dipartimenti di competenza, affinché non si perdesse tempo, si tenessero aperti i canali di comunicazione coi ministeri e si seguissero con attenzione i provvedimenti governativi applicabili alle condizioni di crisi dell’industria molisana. A dimostrazione che non tutto filasse per il verso giusto, è stato dimostrato che il riconoscimento di area di crisi industriale complessa al Molise e al comparto produttivo di Livorno, nel capoluogo toscano ha già generato investimenti e sviluppo, mentre nel Molise è ancora alla fase di gestazione. Il consiglio che si dà all’urgenza e, trafelato, si dispone  a fare ciò che avrebbe dovuto fare prima, dice ai molisani che la classe politica, ancorché malamente sorretta dalle strutture interne, pecca di autoreferenzialità e di questo vizio lascia per strada lavoratori a rischio di perdere i supporti assistenziali, i servizi sanitari ridotti a mal partito e precarizzati, la viabilità interna a sentieri di guerra, il trasporto pubblico ferroviario al limite della sopportazione, le famiglie con disabili privi di assistenza, i poveri e gli emarginati affidati unicamente alla carità della chiesa. D’urgenza, domani, il consiglio, non certo per sua scelta, ma costrettovi dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali a conclusione di un acceso confronto su basi contestative, è stato convocato per tentare di garantire, seppure  in exstremis, la ricollocazione dei lavoratori della filiera agricola. Per rimuovere la stagnazione  e l’indifferenza di personaggi che, coperti del potere e delle indennità, è adusa a voltare le spalle ai problemi della gente per risolvere i propri.

 

 

 

 

 

Dardo

 

 

Di Dardo

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