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CONFRONTO CON  I LETTORI – Che ne facciamo di una città senza futuro e senza classe dirigente?

Caro Dardo,

noi cittadini a Campobasso vediamo il lento scivolare della città, chiediamo all’amministrazione interventi che non si hanno mai. Né ci danno risposte. Da mesi, leggo che il Consiglio comunale non svolge più nulla. Forse, saranno le elezioni alle porte? O, forse, non sanno  proprio cosa fare? Possibile, non circoli più un’idea in questa città? Lei che ha conosciuto, anche, stagioni felici della politica cittadina non prova disagio dinanzi a questo modo di procedere? Da giornalista e da cittadino? Ma cosa si fanno eleggere a fare in Consiglio comunale se non portano alcuna idea? Solo per quei mille euro al mese da raggranellare? Povera città di Campobasso. E piango, soprattutto, per i nostri giovani costretti ad andare via.

Affettuosissimo saluto

Mario Del Rosso

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Lettera, questa di Mario Del Rosso, di una realtà che muove rammarico e dispetto e, diciamolo, indignazione, per come si va componendo nella indifferenza e nella ignavia dell’amministrazione comunale a dispetto delle segnalazioni, dei suggerimenti, delle indicazioni, delle proposte e delle richieste che la collettività campobassana, nella parte più attenta e  reattiva, non manca di far giungere a Palazzo San Giorgio. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E a Palazzo San Giorgio deliberatamente non sentono, chiusi, gli amministratori, nella loro autarchica convinzione di non dover rendere conto a nessuno se non a se stessi e ai loro personali interessi stando  nella  stanza dei bottoni. Della Campobasso che degrada in basso nel qualunquismo sociale, culturale ed economico, in cui sopravanzano gli speculatori edilizi e fondiari, gli operatori della grande distribuzione commerciale, in cui il caos stradale e automobilistico aumenta d’intensità e di volgarità, in cui la proliferazione sconnessa e sconclusionata delle tabelle, dei tabelloni e delle insegne pubblicitarie dà la misura dell’anarchia che regna sovrana, in cui gli affidamenti esterni dei maggiori servizi comunali (parcheggi a pagamento, loculi cimiteriali, depurazione delle acque luride, gestione della  rete elettrica e del gas) sono lasciati a se stessi senza alcun controllo e/o generosamente rinnovati, gli amministratori di Palazzo San Giorgio sono gli astenici mallevadori. Va detto che la politica ha cambiato pelle e nella mutazione sono stati coinvolti e affossati i partiti che la funzione selettiva della classe dirigente la svolgevano eccome! Scomparsi i partiti, e di ciò che resta di essi, ad esempio ciò che resta  del Pd e di Forza Italia che un parvenza di partito l’hanno avuta e ritengono ancora di averla nonostante siano ridotti a brandelli,  è stata data via libera al leaderismo, all’utilitarismo, all’individualismo e al personalismo all’insegna della conquista del potere per il potere. Finiti pertanto i valori ideologici, sono svaniti gli obiettivi programmatici, i traguardi, le strategie di governo. Sono scomparse le idee e l’idealità. Si amministra alla giornata, alla rinfusa, ciascuno degli amministratori protagonista di una visione, di uno scopo, di un obiettivo personali, ancorché libero di passare da un campo all’altro da oppositore in maggioranza e dalla maggioranza a oppositore,  a seconda la convenienza del momento e delle prospettive immediate. Ciò ch’è accaduto con questo andirivieni al Comune nel 2014 e alla Regione nel 2018,  è semplicemente stomachevole. E’ lo spirito del tempo, purtroppo. Generato dalla caduta del Muro di Berlino nel 1989 e della grande inchiesta giudiziaria di Mani Pulite del 1992. E’ da allora che i partiti tradizionali hanno perso vigore e ragione di essere, lasciando la porta aperta alle scorrerie degli approfittatori, dei mistificatori, degli arrivisti, degli speculatori di ogni risma e le istituzioni via via si sono riempite di personaggi mediocri, senza now how, vocati più a servire che ad amministrare. Nessuna meraviglia quindi “se da mesi il Consiglio comunale non svolge più nulla” perché “non sa proprio cosa fare”. Difatti “non circola un’idea” e ciò provoca disagio e indignazione nel cittadino e nel giornalista. “Cosa si fanno eleggere a fare in Consiglio comunale se non portano alcuna idea”, chiede Del Rosso.  Probabilmente, “solo per quei mille euro al mese da raggranellare”. “Povera Campobasso”. Davvero. Comunque, Mario, mancando la selezione della classe dirigente da parte dei partiti, e sempre più il caso provvedano gli elettori. L’occasione è prossima. Primavera 2019.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Dardo, l’ha appena detto: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E’ l’indolenza a rovinare questa città, il credere di essere sempre dalla parte della ragione e mai da quella del torto, in cui si troverebbero dei poveri sfigati che si chiamano cittadini. All’indolenza si aggiunge l’autocompiacimento, e abbiamo fatto la frittata.

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