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CONFRONTO COI LETTORI Se la coerenza se ne va in vacanza

E’ assurdo leggere e scrivere che la sanità è al collasso, che il sistema sanitario pubblico è stato massacrato e quello privato costretto a sopperire ai maggiori difetti, e fare il tifo per coloro che sono gli autori o, se si vuole, i mallevadori di questo sconquasso.

Caro Dardo,

leggo un post di un consigliere comunale di Campobasso che segnala come sia saltata una commissione consiliare sul Terminal bus, perché il presidente di centrosinistra ha firmato una lista per le provinciali del centrodestra. Elezioni provinciali che sembrano essere l’antipasto di quanto accadrà l’anno prossimo alle Comunali. Da prua a poppa e da poppa a prua. Che, dire, tutto va bene madama la marchesa

Lettera firmata

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Il richiamo alla “sfessata” ciurma borbonica indotta a creare confusione per ingannare il nemico, facendosi credere numerosa e bene armata, al grido di “sopra, sotto, di fianco, in alto, in basso”, la cosiddetta “ammuina”,  e assai pertinente al modo di fare politica e di amministrare il bene comune. Fanno “ammuina” non potendo fare altro, essendo poveri d’idee, di competenza, di senso di responsabilità. Diversamente non sarebbe saltata una commissione consiliare (peraltro gettonata) dedicata al vecchio, stantio e irrisolto problema del Terminale della autocorriere per una questione meramente personale del presidente della commissione stessa che, espressione di sinistra a Palazzo San Giorgio, s’è portato ad essere un sostenitore della lista di destra per il rinnovo del consiglio provinciale, un ente a sua volta senza senso, figlio del maldestro tentativo di riforma delle Province fatto dall’allora ministro Del Rio. Il consigliere/presidente, il suo essere ambiguo, la commissione che salta sono il segnale che ormai non ci sono più fatti, elementi e situazioni per etichettare la politica istituzionale a meretricio. Si vendono e si comprano politicamente; vanno e vengono da destra a sinistra e da sinistra a destra; ristagnano nell’acquitrino delle istituzioni a soddisfare il loro piccolo ego e a riempire il portafoglio. Regione Molise, Provincia e Comune di Campobasso sono i portabandiera del qualunquismo politico e morale, il cui risultato è l’immobilismo dell’economia, la regressione sociale, l’impoverimento collettivo, la disoccupazione, l’abbassamento della qualità della vita. Che il dovere costituzionale di amministrare il bene comune con onore e disciplina sia totalmente estraneo alla coscienza degli amministratori pubblici, soppiantato dalla preminenza del personalismo, sia esso del rango presidenziale a Palazzo Vitale (Regione), che di seconda/terza fascia della presidenza di una commissione consiliare a Palazzo San Giorgio (Comune), è cronaca giornaliera. Ciò che sta accadendo intorno alla mancata nomina del commissario ad acta per la sanità certifica in maniera assoluta la perdita di lucidità politica e della razionalità amministrativa e gestionale, e il sopravvento dello strumentalismo e dell’utilitarismo (ciascuno si esprime per guadagnare la medaglietta della riconoscenza e il commissario ad acta per tutti). Fosse rimasto un barlume di lucidità nella mente dei consiglieri e dei gruppi politici che invocano il rispetto della molisanità e rivendicano con orgoglio la titolarità della sanità come fosse un pregio, un titolo di merito, un fiore all’occhiello, un vanto da mostrare, un dettato sacrale; coloro che invocano il commissario ad acta molisano, prima di aprire bocca rifletterebbero sullo stato catatonico della sanità nel Molise, il disastro organizzativo e funzionale che l’è stato imposto dalla gestione commissariale ad acta dei molisanissimi Michele Iorio e Paolo di Laura Frattura, e ci penserebbero due volte prima di pretendere che si cimenti un terzo, il serafico e ilare Donato Toma. E’ assurdo leggere e scrivere dove e comunque che la sanità è al collasso, che il sistema sanitario pubblico è stato massacrato e quello privato costretto a sopperire ai maggiori difetti, e fare il tifo per coloro che sono gli autori o, se si vuole, i mallevadori di questo sconquasso. Anzi, è assurdo farne una rivendicazione per il solo fatto che quella nomina appartiene alla politica e alla politica spetti avvalersene (ad quid?). Di fronte a questa eclatante dimostrazione di partigianeria e di parzialità, il caso del presidente della commissione consiliare di Palazzo San Giorgio uomo di sinistra che va ad appoggiare la lista di destra per il rinnovo del consiglio provinciale è una bazzecola. Ciò ch’è accaduto e sta accadendo è sicuramente la prova che ciò che accadrà sarà peggiore.

Dardo

Di Giuseppe Saluppo

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Un Commento

  1. Carlotta Scognamiglio

    Cari molisani, purtroppo non c’è altra prospettiva dalla quale osservare tutto questo declino: siamo persone incoerenti, con le idee poco chiare, che abbiamo sempre vissuto di arrangiamenti personali e sistemazioni fai da te. Adesso ci stupiamo? Una regione e’ fatta anche dai suoi residenti, non solo e non tanto da quella sparuta, patetica minoranza che vorrebbe governarla. Laddove i cittadini hanno detto, insieme, basta, i risultati si sono visti, e vi potrei portare più di un esempio a tal proposito. Dov’è la nostra coesione, la nostra determinazione, la nostra lungimiranza? O pensiamo che avere un figlio laureato alla Bocconi con 110 e lode abbia esaurito le nostre aspirazioni? (Ci sarebbe poi da riflettere sul fatto che questo figlio è stato in Molise fino al diploma superiore e poi ha spiccato il volo per non tornarvi mai più…). Riflettiamo prima sui nostri comportamenti, se vogliamo che le cose cambino!

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