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Coma etilico per un 14enne: si può?

Egregio direttore,

Ci risiamo: l’ennesimo minorenne sotto coma etilico nel capoluogo. Sicuramente le sarà noto l’episodio dell’altra sera nel centro storico che ha visto protagonista un quattordicenne.

Ultimamente in regione stiamo profondendo i nostri sforzi verso problemi come la sicurezza nelle scuole e la violenza sulle donne, ma siamo vergognosamente silenti sullo sbando a cui sono giunti gli adolescenti di Campobasso, tra sballi alcolici, uso di stupefacenti, disprezzo della scuola ed atti di vandalismo.

Per comprendere bene un fenomeno non bisogna mai partire dall’effetto, bensì dalla causa, e allora risulta indispensabile soffermarsi sui motivi che hanno portato a questo: la sconsideratezza dei gestori dei locali, che non chiedono alcun documento d’identità all’imberbe che ordina un Martini piuttosto che una birra, e l’assenza più totale dei genitori, ormai inesistenti punti di riferimento e pallidi fari etici per i propri figli, ma solo personificazione del Bancomat preoccupato semplicemente di farli vestire alla moda e consentirgli una vita da “ragazzi in”.

Siamo giunti a questo, nella ipocrita convinzione che si tratti di episodi occasionali e di poco conto.

Il tranquillo centro storico di Campobasso -ma non solo- si sta sfigurando sotto una cappa di indifferenza, e allora vorrei dire a tutti -compreso il parroco della Cattedrale, preso soltanto da blocchi antiterrorismo e piste di pattinaggio- di fare un passo indietro, interrogarsi sul ruolo che intendono svolgere nei confronti dei giovani, e se vogliono realmente rendere questa città migliore.

Con questa speranza, cordialmente la saluto

Maria Elena Vittuone

Di Giuseppe Saluppo

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7 commenti

  1. Dominic Cotti Cottini

    Ai gestori dei locali aggiungo anche quelli dei supermercati, che minacciano di licenziamento i commessi che chiedono la carta d’identità a gente dal volto troppo giovane per acquistare alcolici. Che vengano multati pesantemente ed incorrano in sanzioni penali, sporcandosi la fedina. Al bando questa gentaglia, così come tutti quei genitori che non fanno i genitori!

  2. Gianpaolo Libertucci

    La situazione non è rosea e solo un cieco o un idiota non la vedrebbe. Mi chiedo a che cosa servono le lezioni di legalità nelle scuole (che fino ad un ventennio fa, quando io studiavo, non esistevano, eppure di queste ‘gesta’ non c’era neanche l’ombra), se poi si arriva a questa palese violazione delle regole e della moralità. E i genitori dove sono? A comprare l’ennesimo suv, a fare gli adolescenti anche loro, a chattare su Internet? E intanto il campobassano medio continua ad essere assopito…

  3. Arianna Di Biase

    Ormai è tutto allo sbando nel capoluogo, una città in balia di se stessa fatta solo di gente dalla spocchia al quadrato e dal pressappochismo al cubo.

  4. Maria Luisa Amato

    E’ a dir poco una vergogna che i titolari di supermercati, mini-market, pub e bar somministrino alcolici o superalcolici ai giovanissimi senza pensare minimamente di chiedergli un documento d’identità. E’ altrettanto vergognoso che questa cosa sia ormai nota ad istituzioni e forze dell’ordine e non vengano comminate multe o decretate chiusure di locali. E’ ancor più vergognoso che mamme e padri di questi giovani non si preoccupino minimamente di dove vadano i propri figli, chi frequentino, a che ora rincasino. Infine, è un abominio che vengano concesse licenze commerciali a locali di ristorazione senza il benché minimo buon senso.

  5. Che si scovino i gestori di locali e supermercati che vendono alcool ai minorenni e gli si faccia chiudere gli esercizi, nonché pagare multe salate.
    Che si mettano al bando quei genitori che non hanno il coraggio di parlare con i propri figli, di educarli, di farli uscire da quella condizione di colpevole minorità data dall’abbandono a se stessi.

  6. La situazione è stata presa sotto gamba dai più ed ecco i risultati. Non si può far finta di niente, quindi il monito ai genitori (in primo luogo), alle scuole, alle forze dell’ordine, all’amministrazione comunale, alle parrocchie, è di farsi carico di questi giovani, di coinvolgerli in attività di crescita morale, culturale, spirituale, etica, per renderli degni cittadini del domani.

  7. Domiziana Mangilulfo

    Genitori, non pensate solo al fatto che se vostro figlio si ritira alle tre del mattino o se ha un cellulare da settecento euro e le Timberland da 300 è un ragazzo “nel giro”: è questo che qualifica un essere umano secondo voi? Se così fosse, in che cosa si differenzierebbe dalle bestie? Siete preoccupanti nella vostra latitanza: molto più dei vostri figli.

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