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Colpo d’ala della giunta regionale

Non tutto è fermo a Palazzo Vitale, sede della giunta regionale. Qualcosa lentamente si muove e non poteva che riguardare la … mobilità. Se tutto filerà liscio entro il 31 marzo 2019  avremo finalmente il bando pubblico per l’affidamento ad un gestore unico del trasporto pubblico locale su gomma. Risalendo la cronaca, questo obiettivo è stato nei programmi delle ultime legislature senza mai approdare a qualcosa di concreto. Ci provano il presidente Toma e gli assessori Cotugno, Cavaliere, Di Baggio, Mazzuto e Niro ad appuntarsi sul petto la medaglietta per avercele fatta a sistemare il trasporto su gomma, a migliorare il trasporto su rotaia ( la metropolitana leggera continua  a progredire al riparo  di occhi e orecchie indiscrete), a sistemare anche il trasporto delle merci e delle persone via mare e, giacché si trovavano, non hanno omesso di fare riferimento anche al trasporto aereo, memori della fase amministrativa in cui nel Molise s’è parlato di realizzare un aeroporto prima nella Piana di Sepino, quindi in quella di Boiano. Idea e progetto abortiti. Il sistema di trasporto che si vuole realizzare mira ad assicurare migliori collegamenti “anche per le aree meno popolate, garantendo al contempo l’abbattimento dei livelli di inquinamento, la riduzione dei consumi energetici, l’aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale, la minimizzazione dell’uso individuale delle autovetture private, l’incremento della capacità di trasporto e l’aumento della percentuale di cittadini trasportati attraverso l’uso di sistemi collettivi”. Sempre meno macchine e sempre più mezzi pubblici sulle strade. Per arrivare al bando pubblico di cui sopra, e all’affidamento del servizio al gestore unico, si renderà necessario mettere mano daccapo al Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti ch’è strumento di programmazione e come tale raccoglie le  diverse forme di mobilità delle persone e delle merci sul territorio regionale e i  fabbisogni infrastrutturali perché le varie forme di mobilità vengano rese interattive favorendo in particolare i bacini di utenza interni e la salvaguardia dell’ambiente. Allo stato, il Piano è obsoleto, superato dal tempo e dalle esistenze di mobilità che sono sopravvenute. Va ricomposto, e per farlo in modo corretto e razionale, la giunta ha approvato le linee guida che dovranno ispirare e condizionare il lavoro di rilevamento e di riorganizzazione. A leggerle, si ha l’impressione che si voglia fare sul serio un lavoro di rinnovamento e di miglioramento dei sistemi di trasporto ferroviario, marittimo, stradale e aereo (? – ndr) per dare maggiore slancio allo sviluppo economico e territoriale del Molise. Dall’elenco stralciamo pertanto le indicazioni più significative cui dovrà attenersi il Piano: Assicurare il  diritto alla mobilità  delle  persone e delle merci, riservando un’opzione preferenziale al trasporto collettivo; Presentare un’analisi delle criticità dello scenario attuale; Identificare la domanda di mobilità regionale, avendo cura di individuare i bisogni sia della domanda di mobilità sistemica che di quella non sistemica; Definire priorità, obietti e target; Prevedere un approccio partecipativo degli stakeholders di riferimento nella fase di riorganizzazione dei servizi (amministrazione regionale, concessionari dei servizi, associazioni di categoria, utenti); Valutare la possibilità di sperimentare e/o attivare soluzioni di trasporto flessibili e innovative (es. servizi di trasporto a chiamata); Considerare adeguati standard e condizioni di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale; Considerare l’obiettivo di aumento della percentuale di cittadini trasportati con mezzi alternativi all’auto privata; Contribuire a migliorare l’attrattività e la qualità del territorio; Prevedere anche il ricorso a sistemi di trasporto intelligenti (ITS – Intelligent Transportation System); Potenziare i servizi di trasporto collettivo; Valutare la possibilità di prevedere interventi di velocizzazione delle linee ferroviarie (vedi elettrificazione della rete, riqualificazione di impianti tecnologici, interventi su Ferrovie non interconnesse); Informatizzare i servizi sull’utenza e sul monitoraggio della stessa, sulla gestione delle infrastrutture di trasporto e sul controllo del traffico; Riorganizzare il trasporto pubblico locale su gomma in merito all’utilizzo di un lotto unico regionale con un unico gestore; Realizzare una efficiente interconnessione fra le reti di rango regionale e quelle sovra regionali; Promuovere e sviluppare la competitività dell’area portuale e retroportuale, anche mediante l’adozione delle misure contemperate nella prima fase di attuazione del piano portuale; Promuovere la cooperazione tra tutti i soggetti (autorità portuali e marittime, gestori di reti di trasporto, vettori, operatori economici) per lo sviluppo e la gestione integrata della piattaforma logistica regionale; Fornire soluzioni per migliorare la qualità e l’affidabilità dei servizi di trasporto pubblico regionale locale in ambito urbano ed extraurbano, anche considerando le diverse caratteristiche ed esigenze dei bacini di traffico; Promuovere la piena accessibilità alle reti e ai servizi di trasporto da parte di tutte le categorie di utenti attraverso la progressiva eliminazione delle barriere architettoniche. Resta da stabilire chi sarà e come verrà individuato il redattore del Piano. E non è cosa da poco.

Dardo

Di admin

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