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Classifiche di gradimento e autocelebrazioni inquinano la realtà

 

Siamo sommersi di comunicazione: la rete, il web, i social, i giornali, le tv, le radio, i talk show: lingue sciolte e pensieri in libertà. La parola non è preclusa a nessuno, anzi è costantemente sollecitata: campiamo di chiacchiere. Difficile in questo marasma rintracciare la verità e differenziarla dal falso. I sondaggi aggiungono dell’altro  e anche le classifiche di gradimento concorrono a questa Fiera  delle verità (e delle vanità).   Si prenda il caso Frattura. Il presidente della giunta regionale della ventesima regione italiana (ventesima in tutto) ad ottobre 2016 in una delle tante graduatorie  nazionali era al penultimo posto, là confinato da chi aveva giudicato la sua “governance” un disastro, peraltro sorretto dai dati Istat e dalle analisi economiche e dello sviluppo di Istituti formalmente accreditati; sorretto dall’indice di disoccupazione giovanile, dalla crisi della Gam di Boiano, dell’Ittiere di Pettoranello e dello Zuccherificio di Guglionesi (migliaia di lavoratori in cassa integrazione e in mobilità); dalla permanenza del Molise nel Piano di rientro dal debito sanitario, dalla incapacità di mettere in circolo i provvedimenti finanziari venuti in soccorso dal Governo con il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa ( anche con l’aiuto del Papa!), con la sottoscrizione del Patto per il Molise. Milioni di euro che ristagnano, e mani tremolanti che li maneggiano, non sapendo a chi prima darli, e perché. Ha provveduto l’Associazione industriali del Molise a rimuovere le incertezze indicendo l’assemblea generale e sollecitando il da farsi, in questo suo spirito di collaborazione sostenuta da ospiti eccellenti (finanche un ministro) e dal presidente della giunta regionale, peraltro egli stesso industriale e aderente all’Associazione. Da parte di una categoria che nel Molise, da sempre, ha avuto la meglio su tutte le altre, stato un segnale inequivocabile. Sarà certamente un caso, una pura combinazione, un intrecciarsi dei modi propri della comunicazione, ma, tempo una settimana, dalle colonne del Sole 24 Ore, giornale degli industriali italiani (Confindustria), ecco servita una classifica dei sindaci dei capoluoghi e dei governatori regionali, e il loro indice di gradimento.  In appena tre mesi, cioè da ottobre 2016 a gennaio 2017, da una classifica all’altra, il governatore Frattura da penultimo è passato al nono posto.  In base a quali parametri di valutazione, su quali analisi dei risultati delle varie “governace” non si sa; si sa che Frattura è al nono posto mentre al decimo lo segue Zingaretti, governatore del Lazio. Il quale, a differenza di Frattura, governa una regione uscita dal Piano di rientro dal debito sanitario, che non ha chiuso alcun ospedale, anzi ne ha aperti di nuovi, che ha ridotto i tiket  e l’addizionale regionale Irpef, che non ha problemi coi trasporti, che non ha aree di crisi industriali complesse eppure, chissà perché, forse perché non muove la naturale simpatia che muove Frattura,  si trova alle spalle e non avanti al collega molisano. Dicevamo: siamo sommersi di comunicazione. Viviamo di chiacchiere e di post-verità. Per cui, si producano e si leggano pure le classifiche di gradimento e i gratificati rilascino pure dichiarazioni enfatiche e autocelebrative. Alla resa dei conti valgono i fatti. E questi, purtroppo per noi molisani, sono una sequenza impressionante di fallimenti, sacrifici, vessazioni, limitazioni e impoverimento. Che poi Frattura sia al nono o al penultimo posto non sposta niente.

 

Dardo

 

 

Di Dardo

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