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Il cittadino e il viva la salute

di Giuseppe Saluppo

Abbiamo colto nel segno, nell’editoriale di ieri, sulla questione sanità. Sulla necessità, ovvero, di arrivare al più presto a considerare il cittadino al centro del sistema. Al di là delle stucchevoli e inutili polemiche su sanità pubblica e sanità accreditata. Un amico, operato di recente di cuore, fermandomi per strada mi dice:”Mi hanno consigliato di operarmi a Brescia. All’atto del ricevimento della cartella mi sono accorto che alla sanità regionale l’operazione è costata 33mila euro. A questa somma abbino i duemila euro che mia moglie ha speso stando a Brescia. Ma non potevo essere operato in Molise?”. Bella domanda. Anche perchè c’è la Cattolica a Campobasso. Stessa cosa accaduto qualche settimana a Larino dove l’utente è stato smistato al Nord. Per quella operazione non c’è il Neuromed a Pozzilli? La gente, questi interrogativi se li pone. Non avrebbe da fare viaggi della speranza dovendo affrontare spese e ulteriori piaghe. Allora, perchè scandalizzarsi che il cittadino si è chiuso nella sua casa. Perchè ha compreso, benissimo, di non essere al centro di un sistema che continua a viaggiare tra lotte personali, di primariati e polemiche inutili. Per il sistema sanitario è arrivato il momento, invece, di aprirsi anche all’esterno, di ripensare i processi di interazione con la domanda, con l’utente, i suoi bisogni, le sue preferenze, le sue richieste di crescente differenziazione e personalizzazione dei prodotti e dei servizi. Il vero tema è come assicurare che il paziente sappia chi ha una visione completa del suo stato di salute, chi è in grado di interpretare tutti i suoi bisogni assistenziali sia durante la degenza che in fase di dimissione, quando è importante che il paziente venga tempestivamente ed opportunamente preso in carico dai servizi territoriali: come garantire la sicurezza nel delicato passaggio dalla dimissione ospedaliera all’ammissione nel territorio. E il nome di chi lo fa importa assai poco. Vuole tornare ad essere in salute. E’ questa la vera sfida.

Di Giuseppe Saluppo

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