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Una città che vive alla giornata

di Giuseppe Saluppo

La Regione Molise taglia i fondi per il servizio di trasporto pubblico e il Comune di Campobasso, che non ha mai messo un centesimo di euro in bilancio per il trasporto urbano, procede con i tagli e meno corse. Dimenticando, che una zona ben connessa è una zona che attrae investimenti, e rendendo raggiungibili più luoghi di lavoro, di istruzione, di servizi e di svago combatte efficacemente povertà ed esclusione sociale. Un territorio disconnesso, invece, è un territorio che, al contrario, genera povertà, criminalità e isolamento, o peggio. Quello che, purtroppo, sta accadendo a Campobasso. Città finita nel pantano per l’assenza di idee, strategie e programmi. E investimenti. E’ una città, ormai, abituata a vivere alla giornata, a fare spallucce, in un grigiore che non riesce a conoscere il colore. Una cartolina in bianco e nero. Ci sono state città che hanno avuto la capacità di risollevarsi dopo momenti bui economici e culturali laceranti. Campobasso, invece, ha perso l’incanto e l’amore.

Di Giuseppe Saluppo

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3 commenti

  1. Maria Teresa Marcantonio

    Che cosa dire ancora? Che è tutto tristemente vero. Non c’è programmazione, non c’è una visione ampia, meditata, condivisa delle cose. Guardatevi intorno, osservate la città, usufruite dei suoi servizi e sappiatemi dire. Senza pregiudizio alcuno.

  2. Se ci fosse stata programmazione, derivante da una visione lungimirante delle cose, si sarebbe quanto meno cominciato a piantare alberi, a valorizzare e ad ampliare gli spazi verdi, a ripristinare marciapiedi sconnessi, a creare un piano viabilità più intelligente. Non parlo del trasporto pubblico o dell’impiantistica sportiva, ossia di problemi che richiedono maggiori investimenti. Non si vede traccia dell’operato di questo esecutivo praticamente in nulla.

  3. Bisogna però essere onesti: la città versa in queste condizioni perché l’orientamento culturale dei cittadini lascia a desiderare, dove per cittadini intendo tanto i soggetti privati quanto quelli istituzionali. Non si può passare indifferenti dinanzi ad una panchina sradicata da qualche idiota, dinanzi ad un cristallo di una pensilina infranto, dinanzi al palazzo di viale Elena totalmente ricoperto da graffiti, dinanzi alla ciclabile di Ferrazzano (parte competente al comune di Campobasso) dal verde asfittico. Tradotto in parole povere: se queste gravi mancanze ci lasciano indifferenti, se balbettiamo quando qualcuno cerca di intavolare un discorso sul tema o lo guardiamo come un marziano, è consequenziale che Campobasso abbia il volto che ha!!

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