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Cinque Stelle, una ‘brutta’ prima uscita

Una ‘brutta’, ‘cattiva’ prima uscita del candidato alla presidenza della Giunta regionale del Movimento Cinque Stelle. Nelle poche battute in conferenza stampa e nelle striminzite dichiarazioni rilasciate ai microfoni non ha fatto altro che denunciare il Patto di Pozzilli e parlato di sanità pubblica senza specificare cosa intenda. Si può iniziare una campagna elettorale per l’amministrazione di una Regione portando questi temi? Denunciando il cosiddetto Patto di Pozzilli, cosa intende che bisognerà cancellare la Neuromed e a seguire la Cattolica e, ancora, le altre strutture sanitarie private sul territorio? Mandare all’aria convenzioni e accreditamenti, punte di eccellenze e lavoratori? Per lasciare il posto a un grande lazzaretto? E’ questo il senso del concetto di sanità pubblica? Senza che ci si interessi della qualità della stessa, che pure può vantare vere punte di eccellenza, lacunosa a tratti per i servizi prestati, come se ostentasse una sorta di rassegnata mediocrità dovuta alla crisi del welfare sanitario, ai continui “tagli”, ma anche a una sorta di antico lassismo, che è sotto gli occhi di tutti e ancora più sentito di fronte ad una popolazione che invecchia sempre di più e, di conseguenza, ha l’assoluta necessità di maggiore assistenza. Ci sembra di leggere la negazione di un percorso costruttivo. Una ‘brutta’ prima

Di Giuseppe Saluppo

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